I video in barca a vela della “Barca di carta”

Riprese VIDEO dei viaggi in barca a vela della “Barca di carta”

Riprese video a bordo della Barca di carta, video di navigazione, regate, amici, vita di bordo, di ambiente marino, video di delfini, video di mare.

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Bebè a bordo

Bambini in barca a velaRipresa video di un bebè di 15 mesi, Massimo, in barca a vela alle prese con la scala interna di accesso al pozzetto. I bambini, anche molto piccoli, non hanno problemi a bordo di una barca, trovano mille occupazioni e ne fanno la loro tana, ma occorre seguire i loro tempi e non perderli di vista!Un’esperienza appassionante, per genitori e figli, da consigliare!

IL SALUTO DEL DELFINO

Video di un delfino che corre incontro alla ‘Barca di carta’ saltando di schiena e si unisce al branco che già gioca sotto la carena. Non è raro in mare aperto in barca a vela incontrare cetacei e in particolar modo i delfini ma non è nemmeno frequente che questi nostri stupendi amici si manifestino con tale energia e voglia di vivere. In particolare l’esemplare ritratto è una Stenella. Mar Tirreno centrale, al largo.

BOCCHE DI BONIFACIO A VELA

Video di navigazione nelle Bocche di Bonifacio. Attraversare le Bocche in barca a vela con vento forte può essere molto divertente! Navigazione con vele ridotte con tre mani di terzaroli, sottovento all’isola di Lavezzi, la barca a vela scivola veloce sull’onda, di bolina.
Come testimonia il video, l’equipaggio è tranquillo e si gode le emozioni date dal vento. PIACERE PURO!

SCUOLA VELA A PONZA CON GLI AMICI ROMAGNOLI

Video di navigazione in un weekend a Ponza con il simpaticissimo equipaggio di nostri amici romagnoli. La giornata è perfetta per andare a vela, approfittiamo del bel vento per fare scuola vela intorno alle isole di Ponza e Palmarola, ripassare le tecniche di base, e farci 2 risate, …. alla romagnola!

ALLEGRIA A BORDO IN UNA VACANZA IN BARCA A VELA

Video di una vacanza in barca a vela. Estate, la barca di carta è in Corsica, l’equipaggio è allegro, la bellissima navigazione a vela, la musica di sottofondo, un ottimo aperitivo a base di Vermentino ci spinge ad improvvisare un siparietto danzante, con Nino a condurre i giochi a bordo! Una bellissima settimana di vacanza a vela in Corsica, qui siamo dalle parti di Roccapina,”…rotolando verso sud!”

APRIAMO LA ZATTERA DI SALVATAGGIO

Video di una esercitazione di apertura di una zattera di salvataggio in una lezione di scuola vela a Ostia con la Barca di carta. Usiamo una vecchia zattera autogonfiabile per simulare l’abbandono della barca per imminente pericolo di affondamento (con i debiti scongiuri, facciamo le corna!)
Non mancano le sorprese, come tali inaspettate , che aggiungeranno la giusta dose di adrenalina in un gioco da prendere sempre molto sul serio. Video integrale di tutta l’esperienza…. da ripetere!

DELFINI TURSIOPI NEL MARE DI ROMA

Video di delfini Tursiopi a Ostia, i delfini capitolini.
L’estate sta finendo, la barca di carta si prepara a rientrare ad Ostia dopo le belle vacanze estive in Sardegna e Corsica. Durante l’attraversata di ritorno, di circa 24 ore a vela, non abbiamo fatto incontri con i nostri amici cetacei, siamo un pò delusi. Siamo ormai in vista del litorale romano a nord di Ostia, iniziamo a preparare la barca per il rientro in porto, e, all’improvviso sentiamo il caratteristico rumore dei grandi pesci che saltano sull’acqua! Ma non sono pesci, è un bellissimo branco di Tursiopi che saltano e giocano intorno a noi. I Tursiopi sono delfini di grossa taglia di colore grigio scuro e nei dintorni di Ostia se ne trovano molti ormai stabili, i cosiddetti Delfini capitolini. Due delfini sono particolarmente attivi, probabilmente è un corteggiamento, uno ha una bella pancia rosa! Uno spettacolo che non dimenticheremo!

LA BARCA DI CARTA IN REGATA

Video di una regata durante il Corso Regata con il Campionato invernale a vela di Fiumicino. Una delle regate più impegnative del Campionato invernale, onda non molto alta ma vento teso. La Barca di carta corre di bolina con 2 mani di terzaroli mentre altre barche hanno i loro problemi e subiscono rotture per il vento forte.
Il nostro scottista Giancarlo nel lungo bordo immortala la rottura del fiocco di una barca avversaria. Noi siamo ben invelati, la barca è stabile e guadagniamo posizioni.

DELFINI GIOCANO CON LA BARCA A VELA

Video di delfini (Stenelle) che giocano con la barca a vela in navigazione. Le Stenelle sono delfini di piccola taglia con un caratteristico disegno sui fianchi a forma di onda e sono particolarmente giocherellone. Si posizionano a prua particamente attaccate allo scafo in navigazione e giocano con la barca, saltano, ti guardano mettendosi di pancia, ti rincorrono, una bellissima testimonianza di vita. Non è raro incontrarle nei dintorni delle isole Pontine, ormai la Barca di carta le conosce praticamente tutte!

LA GAG DI FLAVIA E ANDREA IN BARCA A VELA

Video di vita a bordo della barca a vela. Siamo in vacanza in Sardegna, costretti all’ancora da una giornata con vento molto forte che sconsiglia di prendere il mare. Flavia e Andrea improvvisano un video tratto da un’esperienza vissuta la mattina del giorno precedente.
Quando un collega velista entrando nella rada dove eravamo alla ruota per un bagno, fermi e in splendida solitudine, ha dato ancora a 3 mt da noi pur avendo km a disposizione, e costringendoci a mettere una cima a terra per evitare la collisione.
…”perchè qui, se vieni tra un’ora, sono tutti cima a terra!”
Haimè, anche tra velisti ci toccano di questi pezzi!

PONZAGIRLS ALL’APERITIVO AL FRONTONE – Ponza

Isola di Ponza, un bel weekend in barca a vela a giugno. Il sabato pomeriggio ci si trova tutti al Frontone per aperitivo e danze sulla spiaggia, con discoteca e DJ all’aperto. Una moltitudine di barche arriva per dare ancora nella bella rada accanto al paese, dove i taxiboat dell’isola prelevano i turisti a piedi, MOjito a volontà, si aprono le danze!

DELFINI A OSTIA – SETTEMBRE

Video di delfini Tursiopi a Ostia- Una bella sequenza di immagini di delfini che giocano e saltano intorno alla barca di fronte al litorale romano a Ostia. Riprese effettuate durante una delle uscite giornaliere della barca di carta a Roma.

Isola di Palmarola – Isole Pontine

Video a bordo della barca a vela a Palmarola, in un weekend a vela a cala del Porto (detta Cala francese), mentre si abbatte su di noi un acquazzone ed il resto dell’equipaggio è a terra – Mi leggi nel bicchiere!

Foto gallery crociera ai Caraibi in barca

Foto gallery crociera ai Caraibi in barca

Foto gallery di un viaggio ai Caraibi da Martinica alle Grenadine e Tobago Cays in barca a vela.

 

Il viaggio ai Caraibi tanto desiderato inizia da Martinica, Le marin, e sono subito 25 miglia con bun vento al traverso e onde oceaniche formate. Velocità mai al di sotto dei 7 nodi: un piacere! 2 mani di terzaroli e via!

Una sosta a S.Lucia e subito si riparte in notturna verso l’ancoraggio a Sud dell’isola per la notte. A S.Vincent ci aspetta il set di un famoso film, I pirati dei Caraibi, non prima di aver superato un bel tratto di mare con 40 nodi di vento e onde di poppa piuttosto ripide, in un tratto di mare chiamato, lo sapremo dopo, la lavatrice!

E’ stato un viaggio molto intenso da tutti punti di vista. Navigazioni bellissime ed impegnative ma sempre con bei posti riparati ad aspettarci poco più in là, onde maestose ma mai ‘cattive’, cocchi palme e aragoste ma anche scogliere laviche e nere; i reef che ti permettono di fronteggiare all’ancora la vastità dell’atlantico mentre sott’acqua puoi nuotare insieme a bellissime tartarughe marine. Poi la pesca, i temporali, il sole, i tramonti bellissimi e …… tanti Rhum punch nei baretti sparsi un pò ovunque!

Un viaggio che forse non ci aspettavamo e forse per questo è stato ancora più bello, creando e rafforzando bei rapporti di amicizia.

Ecco una piccola rassegna di immagini di questo bel viaggio.

Guarda anche:

Galleria immagini uscite giornaliere

Galleria immagini isole Pontine

Galleria immagini Sardegna e Corsica in barca a vela

Galleria Immagini Isole Eolie

 

 

 

 

 

Iscrizione Campionato invernale vela: perchè partecipare con noi!

Iscrizione al campionato invernale a vela. Quello che vedete ci sembra il miglior motivo per partecipare con noi  Ogni altro commento è superfluo!

Equipaggio dopo l’ultima regata del Campionato invernale

iscrizione al campionato invernale

 

equipaggio a fine regate

Foto per gentile concessione del Tattico di bordo: Isabella!

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Tattica di regata – lezione 1 – la Partenza

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Relitti alla deriva, oggetti abbandonati in mare, cetacei spiaggiati – cosa fare

Relitti alla deriva, oggetti abbandonati in mare, cetacei spiaggiati – cosa fare -normativa

Come comportarsi quando si trova un oggetto abbandonato in mare, un relitto o un cetaceo spiaggiato – normativa

oggetti abbandonati in maregommone abbandonato alla derivaCapita spesso di rinvenire oggetti alla deriva, relitti galleggianti, barche e gommoni abbandonati in mare o anche cetacei spiaggiati, Balene, Capodogli, Delfini.
Come ci dobbiamo comportare?

Ho trovato un gommone alla deriva in mare: è mio???
C’è un capodoglio spiaggiato: che faccio???

E’ credenza comune che un qualsisasi oggetto ritrovato in mare sia di chi lo trova.

SBAGLIATO! NON è così!

Il Codice della navigazione regolamenta il ritrovamento di oggetti e relitti in mare o spiaggiati:

qualsiasi oggetto rinvenuto in mare o sulla spiaggia è di proprietà dello Stato e va segnalato entro 3 giorni all’Autorità Marittima (Guardia Costiera) che esporrà relativo annuncio di ritrovamento.

Se nessuno si presenterà entro 6 mesi a reclamarlo, l’oggetto sarà messo in vendita, in genere all’asta.

Ed il ritrovatore?

Chi ha trovato l’oggetto avrà diritto ad una ricompensa pari ad un terzo del suo valore da parte del proprietario se si presenterà a reclamarne la proprietà, oppure ad un terzo del ricavato della vendita.
Questo se l’oggetto o relitto è stato trovato in mare.

Se il relitto è stato trovato sulla costa o sulla spiaggia si passa ad un ventesimo del valore o un decimo secondo i casi.

carcassa di un Capodoglio spiaggiatoE se trovo un Capodoglio spiaggiato?

Segnalalo all’Autorità Marittima!

Avrai diritto ad un ventesimo del valore del Capodoglio (vale per tutti i cetacei), che rimangono proprietà dello stato.

L’ Autorità può anche decidere di donare l’oggetto a chi lo ha trovato nel caso che non sia reclamato e non venga venduto.

Ma quanto vale un Capodoglio spiaggiato?!?

Non è che ci regalano il capodoglio e ci tocca pure smaltirlo?!? 🙂

ps: se vi portate a casa il gommone e vi beccano, potreste passare qualche guaio con la giustizia…..!

BUON VENTO!

Hai qualche domanda? Vuoi maggiori informazioni? CONTATTACI testo

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Premio Letterario “La Barca di Carta – La Vita del Mare” – Classifiche e vincitori

Premio Letterario “La Barca di Carta – La Vita del Mare” – Classifiche e vincitori

Le classifiche, i vincitori e le opere selezionate del Premio Letterario “La vita del mare”, racconti e poesie.

I vincitori del premio letterario Barca di carta Lettura in navigazione in barca a velaLa prima edizione del Premio Letterario “La Barca di Carta: La vita del mare” per racconti e poesie è giunta a conclusione.
Hanno partecipato circa 70 concorrenti da tutta Italia per un totale di 100 opere complessive tra racconti e poesie.
Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e pubblichiamo l’elenco delle prime 10 opere selezionate per le 2 categorie ‘Poesie’ e ‘Racconti’ nonchè i vincitori.
Cliccando sul titolo dell’opera è possibile visualizzarla.
vincitori-premio-barcadicarta

I vincitori verranno contattati per poter ‘riscuotere’ i premi previsti: la partecipazione alle crociere in barca a vela della Barca di Carta!

Congratulazioni e Buon Vento a tutti gli scrittori e amanti di questo meraviglioso pianeta blu!

 

Le opere selezionate (in ordine alfabetico dell’autore) del Premio letterario
“La vita del mare”

Categoria Racconti

Titolo dell’opera

Annalisa Zanforlin – Pieve del Cairo (PV) Racconto – il paradiso oggi non domani
Chiara San Giuseppe – Trento Racconto – tuffi notturni
Cinzia Baldini – Lido di Ostia (RM) Racconto – La musica del mare
Itala Butera – Roma Racconto – marea
Loredana Limone – Cernusco sul Naviglio (MI) Racconto – Bouillabaisse
Lucia Baldini – Lugo di Ravenna Racconto – La genzianella
Paola Giudiceandrea – Roma Racconto – stelle
Pino Acquafredda – Roma Racconto – la_barca_di_carta
Renata Rusca Zargar – Savona Racconto – caterina
Silveria Aroma – Ponza Racconto – Un acquatico conquistatore

Categoria Poesie

Titolo dell’opera

Barbara Zoli – Cesena Poesia – Senza tregua
Colomba Di Pasquale – Recanati Poesia – Verso il mare
Daniele Rossi – S.Arcangelo di Romagna Poesia – Pescatori
Elena Giogli – Città di Castello Poesia – Ai margini della confusione … sempre il mare
Fabiano Braccini ‘Mare mio mare’
Gianni Polinas – Olbia Poesia – suonodicampane
Giuseppe Natale Calabretta – Roma Poesia – Spiagge
Grazia Maria Lisma – Mazara del Vallo Poesia – L’una pars
Marco Olivieri – Roma Poesia – SPRUZZI D’ACQUA
Tania Meazza – Milano Poesia – IL MARE

VINCITORI – Racconti

VINCITORI – Poesie

1°: Racconto – tuffi notturni
1°: Poesia – Verso il mare
di Chiara San Giuseppe di Colomba Di Pasquale

 

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Premio letterario la Barca di carta – La vita del mare

Premio Letterario “La Barca di Carta – La Vita del Mare” – Racconti e poesie

Regolamento premio letterario - il mare

Concorso letterario Il Mare - la Barca di carta

Premio letterario per racconti e poesie. Tema: il mare.

Maurizio Carta (skipper), Daniele Borghi (poeta e scrittore) e OPLA(Organizzazione Premi Letterari e Altro) hanno avuto l’idea di unire le loro passioni più grandi organizzando il Premio letterario ” La barca di carta – La vita del mare “.
Mare e letteratura formano da sempre una splendida unione. Per averne la certezza è sufficiente ricordare Melvill

e, Conrad e Hemingway o, se preferite volare più basso, a Salgari, senza dimenticare tutti gli uomini e donne di mare contemporanei che, avendo fatto del mare il proprio ambiente di vita, ne hanno scritto splendidi racconti

autobiografici, vedi Bernard Moitessier.

Lettura in navigazione in barca a vela

Pensando a questi e ad altri grandi scrittori che hanno costruito le loro opere migliori narrando la vita sul mare, c’è da farsi tremare le vene dei polsi nell’immaginare di scrivere ancora qualcosa sul grande mondo blu. Incuranti di questo, Maurizio e Daniele hanno pensato che valesse la pena tentare. Per questo hanno immaginato un Concorso Letterario che, appunto, abbia il mare come tema centrale.
A loro piacerebbe che i partecipanti al loro concorso riuscissero a cogliere tutti gli aspetti, e sono v

eramente molti, dell’importanza del mare nella vita di ogni persona, anche soltanto come scenario o sfondo. Se è concesso un vero salto mortale culturale, a loro piacerebbe leggere e premiare poesie e racconti che si collocassero in quello sterminato poligono narrativo che ha come vertici
“Moby Dik”, “Sapore di sale” dei Vanzina, “Il vecchio e il mare”, “Con le pinne fucile ed occhiali” di Edoardo Vianello e i grandi racconti di Conrad.

i colori del mare

Detto questo, Buon vento e ….In bocca al lupo a tutti coloro che vorranno partecipare inviando i loro racconti e le loro poesie.

In premio splendide crociere in barca a vela!

Bando di concorso del Premio Letterario “La Barca di Carta – La Vita del Mare” – Racconti e poesie

La “Barca di Carta” e “OPLA” bandiscono la prima edizione del:
Premio Letterario ” La Barca di Carta – La Vita del Mare” per racconti e poesie.

Articolo 1. Il premio è articolato in due sezioni: racconti inediti e poesie inedite. Sono ammessi scrittori di ogni nazionalità purché le opere siano tr

adotte in italiano. Per entrambe le sezioni il tema sarà “Il Mare”, inteso come presenza nella vita di ogni persona. Dalla vacanza al lavoro, dagli hobby alle emozioni, come luogo d’incontro o come teatro di imprese sportive.

Articolo2. La sezione racconti accoglierà elaborati di massimo otto cartelle standard (10.800 battute). Le poesia non dovranno essere composte da più di 36 versi. Ogni autore può partecipare a entrambe le sezioni e con più opere.

Racconti e poesie

Articolo 3. A titolo di parziale copertura delle spese di organizzazione e di segreteria, è richiesto un contributo così commisurato. Versamento di euro 10 (dieci) per ogni racconto e di euro 5 (cinque) per ogni poesia. Tali versamenti potranno essere effettuati in contanti o con bollettino di c/c postale sul conto n° 76067586 intestato a Daniele Borghi, indicando nella causale “Premio BarcadiCarta” e la sezione a cui si intende partecipare.

Articolo 4. I plichi , uno per opera, dovranno contenere: 3 copie cartacee, 1copia su supporto informatico e dovranno essere anonime. Nel plico, in una busta a parte, sigillata, saranno contenute le generalità dell’autore e tutti i suoi recapiti (telefonici, tradizionali ed e. mail) e la ricevuta di versamento (o i contanti). Le opere dovranno pervenire non oltre il 20 marzo 2007 a: ” BarcadiCarta c/o Maurizio Carta, via Andrea del Verrocchio 33 – 00148 Roma. Non farà fede il timbro postale ma la data di ricezione e quindi si invita a non attendere gli ultimi giorni per l’invio.

Articolo 5. Premi. Per i primi classificati delle due sezioni in premio 4 giorni di crociera in barca a vela. Per i secondi classificati delle due sezioni un fine settimana di crociera. Tutte le crociere saranno a bordo dell’imbarcazione LIBRA. I quattro elaborati verranno pubblicati sul sito http://www.barcadicarta.it. I componenti della giuria verranno resi noti contestualmente alla proclamazione dei vincitori.
I diritti sulle opere resteranno proprietà degli autori che concederanno gratuitamente il permesso a pubblicarle. La partecipazione al concorso implica l’accettazione completa del bando.

Articolo 6. Il presente bando è consultabile dal sito http://www.barcadicarta.it , su cui si potranno trovare informazioni sull’imbarcazione e sulle attività veliche della “Barcadicarta”.

Articolo 7. Non è prevista una cerimonia di premiazione. E’ necessario fornire un indirizzo di posta elettronica. Le comunicazioni dei vincitori del presente concorso avverranno esclusivamente per posta elettronica. I manoscritti non saranno restituiti. Il giudizio della giuria è insindacabile. Ai sensi dell’art. 10, d. Lgs n° 196 del 30.06.2003 si informa che i dati acquisiti saranno utilizzati esclusivamente per le comunicazioni previste nel presente bando. Chiunque lo desideri può richiedere la cancellazione dei propri dati.

Partecipando al concorso il concorrente autorizza l’invio di informazioni pubblicitarie sulle iniziative veliche della “BarcadiCarta” al proprio indirizzo email; sarà possibile richiedere la cancellazione dello stesso scrivendo a: vela@barcadicarta.it

Il Concorso si è svolto a marzo 2007 – vedi le opere ed i vincitori del concorso letterario

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FAQ barca vela: Domande frequenti e consigli utili su vacanza in barca

FAQ barca a vela: Domande frequenti sulle vacanze in barca a vela. Consigli utili e cose da sapere

Come si svolge una vacanza in barca a vela? Posso partecipare? Cosa devo sapere prima di imbarcarmi? Che attrezzatura mi serve?

faq, le domande più comuni sulla vacanza in barca a velaDomande frequenti e risposte sulle vacanze in barca a vela

Quelle che seguono sono le domande più comuni per la maggior parte delle persone che non sono ancora mai andate in vacanza in barca a vela. Domade e risposte rispecchiano la nostra personalissima pluriennale esperienza in barca, chi avesse altre domande ce le inoltri e cercheremo volentieri di rispondere e le inseriremo nella nella lista.

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chi può partecipare?D: Prima di imbarcarmi su una barca a vela per una vacanza, è meglio provare prima un weekend o un’uscita giornaliera?

R: Per verificare se e quanto si soffre il mal di mare, possono essere utili un paio di uscite giornaliere. Per apprezzare le modalità della vita in barca è sicuramente utile fare un weekend dormendo a bordo, anche se 2 giorni sono pochi per entrare nel ritmo rilassato della vita in barca a vela e non ti permettono di toglierti di dosso le ‘tossine’ della vita di tutti i giorni.
Se vuoi entrare pienamente nella vita di barca e goderne di tutti i benefici è sicuramente consigliata almeno una settimana, anche se sei alle prime esperienze.
Devi però desiderare pienamente di fare questa esperienza, sapendo quali siano le caratteristiche della vita a bordo.

D: Non sono mai stata in barca a vela e quindi non so fare nulla, posso partecipare ad una esperienza in barca avela con ‘la Barca di carta’?

R: Certamente! Per partecipare ad una nostra crociera in barca a vela non è necessario avere nozioni tecniche ma solo tanto amore per il mare e spirito di adattamento.
Il comandante/skipper può gestire la barca in autonomia ma se vorrai dare una mano, sotto la sua guida, ne sarà ben contento!

non so nuotare! posso venire in barca?D: E’ necessario saper nuotare per andare in barca a vela?

R: No, non è indispensabile saper nuotare ma non si deve aver terrore dell’acqua, sapere bene dove si trova il tuo personale salvagente ed indossarlo se non ti senti sicura o se ti chiede di farlo il comandante, quando per esempio si scende a terra utilizzando il gommoncino. E’ bene informare il comandante di questo aspetto.

D: Cosa devo portare in barca?

R: Per l’attrezzatura e l’abbigliamento da portare in barca a vela vai alla pagina di questo sito ‘cosa portare in barca a vela‘. Non è indispensabile avere attrezzatura tecnica.

D: Sono da sola, posso partecipare ad una vostra crociera in barca a vela?

R: Certo! In tutte le nostre crociere sono previsti imbarchi individuali. Cercheremo di sistemarti in una cabina con un’altra partecipante e ti chiederemo la disponibilità eventuale a dormire nella zona dinette, che non è obbligatorio dare. A volte capita di dormire da soli in una cabina doppia.

D: Quanto è grande la barca a vela???

R:Nel nostro caso e se non specificato diversamente, barca a vela significa una barca di 12 metri, quella che utilizziamo normalmente. Puoi vederla cliccando su questo Link..
Gli spazi non sono molto grandi, è come un miniappartamento con 3 stanzette con letti matrimoniali, 2 bagni ed una zona centrale in comune utilizzabile come zona pranzo e come ulteriore letto matrimoniale quando trasformata per la notte.
Richiede sicuramente un certo spirito di adattabilità e ti ripaga con un’esperienza unica. Insomma non dovete pensare ad una grande nave da crociera, che d’altronde non vi darà mai le stesse emozioni!

cosa fa lo skipper?D: In barca devo cucinare o fare altri servizi?

R: Nelle nostre vacanze in barca, di norma, non abbiamo servizi di bordo ( si possono richiedere se desiderato).
E’ una vita partecipativa e collaborativa, chi fa una cosa e chi ne fa un’altra, per esempio chi cucina di solito lo fa per tutti i partecipanti e si cerca di farlo a rotazione. Questo però non deve essere un obbligo, piuttosto un piacere cui non si è obbligati. Se non cucini, potrai sempre lavare i piatti! Ma in fondo non c’è molto da fare.
E’ molto importante tenere in ordine la barca con modalità e tempi indicati dallo skipper.

D: Cosa fa il comandante?

R: Il comandante o skipper dell’imbarcazione è responsabile della vostra sicurezza e di quella dell’imbarcazione. Si preoccupa prima di tutto di assicurare una navigazione sicura, senza pericoli, e di rendervi la vacanza il più piacevole possibile. L’ultima parola a bordo è sempre la sua e va rispettata. Lo skipper è al lavoro 24 ore su 24 ed è esentato dai servizi, ma spesso ha piacere di preparare qualche manicaretto per gli ospiti o di rassettare.

soffro il mal di mare, posso partecipare lo stesso?D: Soffro il mal di mare, posso venire in barca lo stesso??

R: Il mal di mare è una sindrome simile al mal d’auto, ha sintomatologie varie riassumibili in un senso di disagio e nausea di intensità variabile e dipende molto anche da condizioni psicofisiche. Può capitare di soffrirlo un giorno, specie il primo giorno, e non il secondo, poichè l’organismo richiede un pò di tempo ad adattarsi ( o RIadattarsi, visto che originiamo da un ambiente essenzialmente acquatico ….) a questa nuova ed inconsueta condizione galleggiante e continuamente variabile. Alla pagina ‘attrezzatura per crociera in barca a vela’ sono indicati alcuni possibili rimedi anche farmaceutici. Quando ti senti male, se puoi sdraiati, oppure guarda l’orizzonte, mangia un pezzo di pane o qualcosa di salato.
La cura migliore per il mal di mare, se le condizioni lo consentono, è mettersi al timone.
Sotto coperta il malessere aumenta o può insorgere improvvisamente: in questo caso sdraiati e torna fuori in pozzetto.

D: E’ vero che in barca a vela è facile litigare?

R: Nella nostra esperienza NON è facile litigare nè è frequente. A volte si possono verificare condizioni di incompatibilità caratteriale che possono portare qualche tensione, superabile se si è partiti con positività e disponibilità nei confronti degli altri partecipanti.
Dipende tutto da voi! .. e nelle nostre vacanze inbarca a vela riscontriamo un buon livello di compatibilità, specie tra persone che … non si conoscono!

D: La vita di barca è molto faticosa? Si deve lavorare?

R: Molti pensano che la vita di barca sia molto faticosa: hanno guardato troppa televisione! Le attività generalmente più faticose a bordo: ” …cosa cuciniamo stasera?”, “…. c’è qualcuno che vuole cercare quelle olive verdi nella cambusa??”, “… oggi ho parlato troppo, ho bisogno di mezz’ora di silenzio!”,”… l’acqua era un pò fredda, mi sono stancata un sacco: è pronto l’aperitivo?!”.
A buon intenditor ….

D: La barca è adatta ai bambini?

R: Si la barca è adattissima e molto educativa per i bambini ed i ragazzi. Con dei bambini a bordo è però necessario programmare la vacanza in funzione dei loro bisogni e dei loro tempi, con molte soste possibilmente anche in spiaggia e navigazioni brevi. Nelle giornate in cui si naviga soltanto tendono ad annoiarsi, un fattore molto positivo in questi casi è la compagnia di altri bambini.

D: Cosa si mangia in barca? Come si cucina?

R: La barca è un piccolo appartamento dotato dei servizi fondamentali, compresa una cucina con 2 fornelli e forno a gas, dove si pùò cucinare normalmente come a casa, dipende solo dalla dispensa (la cambusa) e dalla voglia di farlo. Cucinare in navigazione con mare mosso è disagevole, spesso si organizzanopasti leggeri, freschi e veloci, ma quando siamo in sosta in rada un bel piatto di spghetti è sempre il benvenuto!

D: Durante una crociera si scende mai a terra?

R: Viaggiare in barca a vela vuol dire anche conoscere i posti che si raggiungono, quindi sono frequenti le discese a terra. Alle isole Pontine ad esempio ci sono delle belle escursioni naturali a terra sulle isole di Ponza e Palmarola e si visita sempre il paese di Ponza ( se ci si arriva, anche il paese di Ventotene).

D: Cosa si fa se c’è brutto tempo?

R: Prima di partire la decisione se prendere il mare spetta allo skipper che decide in funzione dello stato del mare, della forza del vento e delle previsioni. Se è nuvoloso o promette pioggia ma il mare e leprevisioni sono buoni di norma si parte ugualmente, salvo diverse esigenze concordate prima della partenza. Se lo skipper decide di non partire, la partenza è rimandata. In alcuni casi la vacanza, soprattutto se breve, può essere annullata. Questo non succede mai nelle vacanze lunghe di più giorni.
La decisione può essere presa anche all’ultimo minuto, al momento dell’imbarco.
Se capita brutto tempo in navigazione si cerca di evitarlo riparando in posti protetti prima possibile.

D: Si può dormire in navigazione? Di notte la barca si ferma?

R: Durante la navigazione è possibile ritirarsi in cabina e dormire o riposarsi(cullati dalle onde se non sono troppo alte). Di notte se non si è in navigazione ci si ferma all’ancora in baie protette oppure si ormeggia nei porti. All’ancora secondo noi è molto più bello e suggestivo!
Se si naviga di notte, ci si ferma all’arrivo.

D: Si possono portare animali a bordo?

R: Normalmente non sono accettati animali a bordo, salvo diversi accordi.

D: Si può ricaricare il cellulare o la macchina fotografica a bordo ?

R: Si, è possibile ricaricare cellulari e strumenti elettronici ed è preferibile avere l’alimentatore con attacco per l’accendisigari dell’auto.

D: Si può fumare a bordo?

R: Sottocoperta non è permesso fumare. Fuori è permesso fumare ma rigorosamente sottovento e tenendo la sigaretta fuori bordo. Nonostante questi accorgimenti la cenere torna a bordo annerendo il ponte: i fumatori sono tenuti a tenerlo pulito!
I mozziconi delle sigarette rimangono fuori della barca rigorosamente chiusi in bottiglie con dell’acqua. Il permesso di fumare deve essere sempre dato dallo skipper.

D: Mi posso asciugare i capelli con il phon?

R: No, purtroppo non c’è la corrente necessaria. Il phon a bordo può essere usato solo quando si è collegati alla corrente di banchina, in porto.

D: Mi posso fare la doccia quando voglio ?

R: A bordo c’è la doccia con acqua calda. L’acqua a bordo è comunque limitata e il numero di docce, sempre utilizzando il minimo di acqua possibile, è in funzione delle soste previste nei porti per riempire i serbatoi vuoti. In un weekend ad esempio non ci sono problemi e c’è acqua a sufficienza anche per una doccia, comunque breve e senza sprecare inutilmente acqua.

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Facebook – i post di vela della Barca di carta più belli e interessanti

Facebook Barca di carta – Esperienze in barca a vela – I post più belli della nostra pagina facebook

Un estratto dei post delle esperienze in barca a vela della Barca di carta, post vecchi e nuovi ma sempre attuali delle nostre navigazioni nei posti più belli dei nostri mari

Facebook post Barca di carta link Video Sardegna e Corsica: alcuni dei luoghi più belli che visitiamo normalmente nelle nostre evacanze in barca.
Imbarco e sbarco a Palau , esattamente di fronte all’isola della Maddalena

Immagini delle Isole Eolie in barca a velaFacebook post Barca di carta linkIsole Eolie in barca a vela, album fotografico subacqueo delle isole Eolie
I fondali delle isole Eolie hanno un colore blu intenso e sono ricchi di vita marina. Ad ogni bagno una nuova sorpresa,, non vorremmo mai uscire dall’acqua! Clicca mi piace!

immagini di un weekend a vela a PonzaFacebook post Barca di carta linkWeekend a vela isole Pontine: Album fotografico
Album fotografico Isole Pontine. Qualche bella immagine delle isole di  Ponza Palmarola e Ventotene.
Facebook post Barca di carta linkCrociere in Sardegna e Corsica in barca a vela: Album fotografico!!
Bellissime immagini di Sardegna e Corsica in barca a vela scattate a bordo della “Barca di carta”.
delfini isole pontineFacebook post Barca di carta linkIncontri ravvicinati in barca a vela: Grampi!
Grampi! le immagini di un incontro molto raro nei nostri mari con i Grampi, bellissimi cetacei della famiglia dei delfini.
 Facebook post Barca di carta linkFACEBOOK: cosa può accadere in una delle nostre crociere a vela
Salvataggio di una bellissima tartaruga Caretta Caretta in difficoltà e altre immagini di una bellissima vacanza a vela con la “Barca di carta”.
Facebook post Barca di carta linkFACEBOOK: galleria fotografica della nostra America’s Cup a Napoli
Siamo andati a Napoli in barca per vedere le regate dei velocissimi catamarani dell’Americas’Cup. Un’altra bella esperienza della “Barca di carta”.

Un video bellissimo ed emozionante di delfini (Stenelle) filmati mentre ci raggiungono saltando e nuotano vicinissimi allo scafo della nostra barca. Da vedere assolutamente!

blocco

Ventotene, festa di S.Candida, lancio del ‘Palloon’

Corso di vela per principianti – online

corso vela per principianti

Corso di vela per principianti online – La Barca di carta

In questo corso di vela per principianti online affrontiamo con voi i concetti fondamentali per condurre un’imbarcazione a vela, necessari al principiante per comprenderne il comportamento nelle situazioni più elementari.

Per consultare il corso di vela online dovresti inviarci il tuo indirizzo email: non è una costrizione, il corso di vela è consultabile ugualmente, ma questo ci servirà per inviarti direttamente informazioni sulle nostre iniziative veliche e non verrà, in rispetto della privacy, divulgato a nessun altro. In più potrai chiederci di cancelllarlo quando vorrai.
Questo ci ripagherà del lavoro svolto e ci permetterà di raggiungere direttamente un maggior numero di persone ed aumentare la diffusione della nostra passione per la vela

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Corso di vela online per principianti – Introduzione

Non vi preoccupate se non capirete tutto, perchè andare in barca a vela non significa soltanto imparare nozioni tecniche più o meno complesse, ma risvegliare e far lavorare tutti i vostri sensi, sopiti da una vita che è sempre meno legata all’ambiente circostante.
Per fortuna in mare scoprirete di essere soli di fronte alla natura, al mare, al vento e di dover dimenticare i canoni terrestri; scoprirete anche che in barca si ottengono i migliori risultati conoscendoci, confrontandoci con gli altri, lavorando insieme.
Però, però …….: il miglior corso di vela è quello che farete in mare, in barca ci dovete andare, non basta fare un corso di vela online sul pc!

Cercherò di limitare l’uso eccessivo di termini sconosciuti nella vita di terra ma quei sei-settecento termini che citerò sarà il caso che li mandiate a memoria! :-))

Sommario
Il vento
La sicurezza
La barca – i termini più ricorrenti
Alzare e ammainare le vele
Ridurre le vele
Le vele – come regolarle
Le andature a vela
Uso del timone
Le virate
La virata di prua
La virata in poppa
La velocità in barca a vela
I nodi marinari
Il vento seconda parte

vele al ventoIl vento

Da dove iniziare un Corso di vela per principianti? Ma dal Vento, naturalmente! Il vento è il primo elemento con cui fare i conti in barca: praticamente è sempre presente nella nostra vita e ci accompagna senza che noi gli dedichiamo molta attenzione. Ma se vogliamo imparare ad andare in barca a vela, sarà bene che cominciamo a dedicargliene di più, in ogni occasione: quando usciamo da casa, quando osserviamo il panorama, quando è forte, quando è debole, quando è piacevole, quando è fastidioso e così via. Ritroveremo in mare ognuna di queste condizioni e se sapremo riconoscerle saremo molto avvantaggiati.
Quando uscite da casa la prossima volta chiedetevi, come se fosse un gioco: c’è vento? È forte o debole? È costante o cambia di intensità? DA DOVE VIENE???
Cercate di usare i vostri sensi e ogni elemento che l’ambiente circostante vi offre…… sentite che buon odore di pasticceria? O di bistecche alla brace?!? Da dove viene? Visto che è il vento che trasporta gli odori, basterà capire da dove spira e risalirlo per trovarne l’origine … e magari acquistare un bel dolce appena sfornato o essere invitati a cena! (In molti film western o anche documentari il cacciatore cerca di mettersi sempre sottovento alla preda? Perchè? Cosa significa sottovento?)
Ci sono bandiere? Come sono orientate? C’è del fumo?Da che parte va? L’erba o gli alberi da che parte si piegano?
Quando siete all’aria aperta dedicate sempre qualche minuto a questo gioco, ed ora cercate di rispondere a questa domanda ( è un po’ cattivella per dei principianti, ma anticipa uno dei temi fondamentali dell’andare a vela): è una bellissima giornata di sole e avete preso la bici e pedalate beati su una strada di campagna! Pedalando pedalando uno di quegli strumenti elettronici misteriosi montato sul manubrio vi dice che avete raggiunto la velocità di 20 km orari! Alzate lo sguardo verso il panorama e……. notate che non sentite vento sul volto.
Domanda: nelle vostre vicinanze c’è vento? Se decidete che c’è, da dove spira? Che velocità potrebbe avere?
Se avete risposto alla prima ora rispondete a questa:
monto sulla mia moto e prima di partire sento un po’ di vento, non debole ma nemmeno fortissimo, esattamente di lato, alla mia destra. Metto in moto, parto in direzione perpendicolare al vento, e raggiungo la velocità di 20 km orari: da dove avverto ora il vento, più o meno? E’ cambiato rispetto a prima? Accelero, ho una moto potente e la strada è libera, e raggiungo in breve i 120 km orari : da dove avverto ora il vento?
Voi direte: ma che c’entra la moto con un corso di vela ???? C’entra, c’entra …..
Se poi volete fare la prova pratica non vi resta che montare in moto e annotare i risultati ma…attenzione ai sensi unici!

salvagentevhf radioLa sicurezza in barca

Un corso di vela degno del suo nome non può non parlare della sicurezza in mare!
Mentre riflettiamo sul vento, pensiamo a come fare perché le nostre uscite siano tranquille e al sicuro da (quasi) tutto quello che può accadere.
Per sicurezza in mare intendiamo qualsiasi elemento utile a preservarci da eventi inattesi o prevedibili. La barca è piena di ostacoli e strani aggeggi ed in più si muove in un elemento altamente instabile …. l’acqua! Se siamo in autostrada e la macchina si ferma niente di male, una telefonata e arriva il carro attrezzi, in mare non è proprio così.
Senza addentrarci nei dettagli tecnici, sarà bene che gli allievi sappiano almeno:

  • 1. dove sono i salvagenti e saperne indossare uno
  • 2. come usare, se c’è, la radio VHF di bordo, che serve a comunicare con le altre imbarcazioni, i porti, le capitanerie, la guardia costiera
  • gps3. sapere come rilevare la posizione in mare dell’imbarcazione (punto nave) da un GPS (Global Positionig System, apparecchio satellitare)
  • 4. come muoversi a bordo e dove sostenersi
  • Uso elementare del motore, accensione, leva invertitore, marcia avanti, marcia indietroIn più sarà bene che si rispettino le seguenti regole:
    – non eseguire nessuna operazione senza aver bene in mente come eseguirla nel modo corretto
    – chiedere sempre al comandante se si hanno dei dubbi
    – non prendere l’iniziativa senza comunicarlo al comandante ed ai compagni
    – rispettare l’autorità del comandante o dell’Istruttore

La barca a vela – i termini più ricorrenti

termini nautici le parti della barca corso di vela online

In barca sentirete un universo di parole sconosciute e vi chiederete se i velisti le usano per snobismo o per masochismo lessicale, visto che ce ne sono tante altre a portata di mano che potrebbero essere usate al loro posto.
Sappiate che “ c’è un perché…” , che risale alla tradizione marinaresca e a reali necessità di comunicazione a bordo, e quindi rassegnatevi: E’ COSI’! E BASTA! e cominciate a digerirne qualcuno, facendo anche riferimento alla figura.

In barca il lato destro è il lato di dritta , fortunatamente la sinistra è l’altro!
Le corde generiche sono cime; ogni cima se ha un uso specifico acquisisce anche un nome specifico: le scotte ad esempio sono quelle cime che servono ad aprire o a chiudere le vele, come si fa con una porta! (provate ad immaginare perché si chiamano ‘scotte’ …..).
Ogni vela ha la sua scotta; la randa, la vela principale, ne ha una centrale, mentre il fiocco, la vela che sta davanti, ne ha una per lato e quella usata è quella che sta dal lato dove il vento spinge la vela (se il vento viene da sinistra la vela si troverà sul lato destro della barca, il lato di dritta!).

vela stopperQuegli strani blocchi d’acciaio simili a funghi che trovate sulla ‘coperta’ ( che non è quella di lana ma la superficie esterna della barca) si chiamano winch, e servono ad aiutarvi a tirare le scotte.
Sulle barche molto piccole non li troverete e dovrete lavorare esclusivamente a forza di braccia.
In coperta troverete, spesso vicino ai winch, delle leve al cui interno passano delle cime: sono degli stopper, meccanismi che servono a trattenere una cima in tensione.
vela winchI winch moderni hanno sulla parte superiore una canaletta: è il self-tailing, una strozzatura che serve per fermare una cima che è stata tirata (o per incastrare un dito tra la cima ed il self tailing..), ma purtroppo per voi questo non è il termine esatto, poiché si dice che è stata ‘cazzata’; ‘cazzare’ a bordo si usa sempre al posto di ‘tirare’ senza per questo poter essere accusati di turpiloquio: quindi a bordo facciamo tutte le cazzate che vogliamo!

Poi ci sono le cose più intuitive 😛 :
la barra o la ruota del timone, la prua, la poppa, l’albero, il boma (quel palo metallico messo di traverso all’albero), le vele, le bugne le balumine i meoli il paterazzo gli stralli le sartie la redancia il pulpito la battagliola la sentina il quadrato il windex le borose la varea la trozza l’opera viva quella morta uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuufffffh!
Scherzo, queste cose in realtà esistono tutte ma per ora non siete tenuti a ricordarle!
Però ricordate bene che per aiutarsi con un winch, la corda ( ditelo ed il comandante vi manda a cucinare sottocoperta in mezzo alla tempesta..) cioè la cima di turno (spesso è una scotta ma vale per tutte) deve essere avvolta su di esso sempre con dei giri in senso orario, mai in senso antiorario! Occorre specificare che il winch serve anche a trattenere la vela gonfia di vento e ad allentarla in modo controllato senza sforzo ma dovrete avere sempre almeno 2 o 3 giri di cima avvolta ad esso perchè questa, sotto tensione, non vi sfugga ‘scottandovi’ le mani.

alzare la randaAlzare e ammainare ( ammainare??!? Si, ‘tirarle giù’) le vele

Visto che sapete tutto sui nomi avviciniamoci alla materia viva, alle principali responsabili del movimento della nostra barca: le vele.
Se le volete usare dovete prima tirarle su ….

Il concetto fondamentale alla base della manovra corretta per alzare ed abbassare le vele è che non ci siano impedimenti o resistenze mentre salgono o scendono; queste resistenze possono essere costituite ad es. dal vento che le gonfia o dal boma (ricordate?) che tira verso il basso (perché è pesante e perchè ci sono almeno 2 cime che lo tirano verso il basso: la scotta ed il vang. Quando salirete in barca cercatele e se le trovate farete subito un figurone con il comandante ) o da altre corde varie che possono trattenerla; guardando sul lato alto della vela verso poppa (la balumina) dovreste notare ad una certa altezza delle cime misteriose che la attraversano e possono fare resistenza se non sono libere (le borose). Quindi prima di tirare su, allentiamo(laschiamo) le cime interessate (basterà osservare con attenzione le cime in coperta ed il percorso che esse fanno per capire quali siano).
Per mia esperienza questo concetto apparentemente semplice in realtà è di difficilissimo apprendimento visto che mi capita spesso di in-cazzarmi (che non corrisponde alla forma riflessiva del termine marinaresco ….) amichevolmente con quanti dopo decine di uscite ancora non l’hanno capito e per questo mi accollo l’intera responsabilità, come istruttore, del fallimento!
Chi mi aiuterà didatticamente a risolvere il problema avrà la mia eterna riconoscenza!
Ed ora vi darò una ‘dritta’ che è poi una necessità: le vele, ed in particolare la randa, si tirano su stando di fronte al vento, che così non le gonfierà ma le farà ‘fileggiare’; bisognerà trovare il modo di orientarci in tal senso e anche di rimanerci se possibile durante l’esecuzione della manovra (santo il motore, se ce l’avete!).
Analogo principio si applica per tirarle giù, provate ad ammainare la randa quando è bella gonfia di vento e ditemi il risultato….
Voglio vedere le vostre facce quando scoprirete che sulle barche da crociera spesso le vele, quasi sempre il fiocco, qualche volta anche la randa, non si tirano su e giù ma vengono arrotolati!
Forse dimenticavo di dire che la corda con cui si tirano su le vele si chiama drizza (della randa, del fiocco, dello spi, etc) ed è una corda attaccata alla parte superiore della vela (penna) che sale verso la testa d’albero, riscende dentro l’albero stesso per uscirne in qualche punto ed essere rinviata in genere nel pozzetto, a portata di mano, a voi individuarla seguendone il percorso. In genere, una volta tirata su la vela, la drizza si blocca con uno stopper. Stampatevi bene in testa che le vele, quando le tirerete su è giù, non devono essere gonfie di vento ma devono fileggiare, sennò non scendono, le rovinate e lo skipper-padrone vi manda il conto a casa, così vi fate un’idea di quanto costa una vela e come conviene trattarle!
bozzelliAvete notato che le cime lungo il loro percorso passano spesso dentro a delle rotelline/one rotanti, delle pulegge che servono da guida? Si chiamano bozzelli!
Non so se l’ho già detto, comunque le barche moderne sono ‘armate’ per lo più con 2 vele: la Randa, quella centrale attaccata all’albero, ed il Fiocco, quello che sta davanti (a prua).
Quelle grandi vele colorate che vedete dalla spiaggia sono molto probabilmente Spinnaker e Gennaker.

Ridurre le vele

A volte le vele intere sono troppo grandi per un vento che aumenta molto e sono molto difficili da gestire e per questo si rende necessario ridurle, in passi successivi che ne riducano la superficie di circa un terzo: si prendono le ‘mani di terzaroli’. Ma non è argomento di questo corso!

Le vele – come regolarle

Qualcuno si è preoccupato di tirare su le vele e ora dobbiamo cercare di regolarle per far avanzare la barca; è intuitivo che occorra farle gonfiare dal vento, ma quanto?
Il metodo più semplice è: osserviamo la vela per tutta la sua superficie e soprattutto nel lato verticale che sta verso la prua della barca; laschiamo (laschiamo???!? Si, ‘allentiamo’) la scotta della vela fino a che questa aprendosi comincerà a sbattere come una bandiera e comincerà a sgonfiarsi proprio là dove dicevamo, sul lato verticale anteriore; ora cazziamo piano piano la scotta fino a far gonfiare la vela di nuovo ma appena è gonfia fermiamoci, non andiamo oltre: la vela è regolata ( è ‘a segno’).
Per vostra sfortuna il vento ed il timoniere sono dei tipi piuttosto irregolari e bizzosi ed un buon scottista è quello che osservando continuamente le vele e la direzione della barca saprà continuamente adattare di conseguenza la regolazione della vela, ovvero la sua apertura laterale (saprà aprire o chiudere la porta). quindi questa operazione sarà da ripetersi continuamente: lascare fino a capire quando la vela comincia a sgonfiarsi e subito ricazzare un pochino!
Se vi vede il timoniere di Luna Rossa vi ingaggia all’istante come scottisti!

andature a velaLe andature a vela

Finalmente! Sembrava proprio che il momento di far camminare ‘sta barca non volesse arrivare!
Ebbene sì, ora ci tocca farla camminare, a vela e senza motore, possibilmente.
Però ci tocca ancora apprendere qualche principio per poter essere padroni della situazione.

Numero 1:le barche moderne per nostra fortuna ( o sfortuna, dipende dai punti di vista..) sono capaci anche di risalire il corso del vento e navigare sfidando i marosi ( secondo voi chi è che crea ‘stì marosi, cioè le onde?) ma CON UN CERTO ANGOLO rispetto al vento. Se pensavate di poter sempre andare in qualsiasi direzione con una barca a vela vi sbagliavate di grosso! Sono i motoscafi (i ferri da stiro..) che se il mare è sufficientemente calmo possono andare dove vogliono ( ma così dov’è il divertimento?) Però loro spesso quando le barchette a vela se la spassano, per così dire, e avanzano in mezzo al mare urlante , rimangono in porto! Ma a pensarci bene, non vi sembra un pò strano che una vela spinta dal vento riesca a mandare una barca in una direzione che risale il vento stesso??? Come fanno le barche a risalire il vento? Dev’essere una specie di miracolo! Purtroppo per voi non svelerò in questo corso l’arcano, ma vi dirò solo per complicarvi la vita che c’entrano gli aerei, che hanno sì dei bei motoroni ma hanno anche delle belle alucce che somigliano molto ad una vela …….

Numero 2: Cristoforo Colombo e amici navigavano essenzialmente a favore di vento, col vento in poppa, che proveniva da dietro e spingeva ( e che c’entra?????!?) e si sceglievano le destinazioni secondo i venti che potevano sfruttare, cercavano di andare cioè nella direzione, più o meno, del vento stesso; questa sì che è la cosa più naturale del mondo! Partendo da Roma, se il vento portava in Sicilia andavano a Palermo magari facendo una puntatina a Napoli, se portava a Genova tornavano a casa! Se dovevano tornare a casa ma tirava la tramontana (vento da nord!): aspettavano che girasse il vento!

Numero 3: rifacendoci al punto 1, rafforziamolo un pò dicendo che:
la barca a vela esattamente controvento NON CI VA’!

Ma dov’eravamo? Ah, le andature, che non sono dei malanni tipo le scottature, ma semplicemente la direzione della barca a vela rispetto alla direzione del vento.
Quindi andiamo a distinguere: riferendoci al numero 1, diremo che una barca a vela che risale il corso del vento, seppur con un certo angolo, tiene un’ andatura (una direzione rispetto al vento) che chiameremo di Bolina;

velieronel caso dell’amico Cristoforo diremo che una barca che segue il corso del vento, ma non proprio esattamente nella stessa direzione, navigherà con un’andatura di Lasco e, finalmente qualcosa di conosciuto!, se seguirà esattamente il corso del vento diremo che navigherà in Poppa piena.
Poi potremmo dire con un concetto piuttosto elementare che un’imbarcazione che naviga con il vento perpendicolare alla sua direzione di marcia naviga con un’andatura al Traverso (questa era facile).
E il caso numero 3 che c’entra? C’entra per dire che qualche spirito allegro ha chiamato tutte le direzioni controvento impossibili da percorrere per una barca a vela Angolo Morto (o angolo di bordeggio): provateci quanto volete, per andare in quella direzione vi serve il motore!, la vostra barca non ne vorrà mai sapere di navigarci a vela! Quindi se ci entrate: sbrigatevi a uscirne!

Per dargli una grandezza, diremo che l’angolo morto è ampio più o meno 90 gradi con al centro la direzione del vento, quarantacinque alla sua sinistra e 45 alla sua destra (vedi figura). Bè, visto che tutte le direzioni possibili sono coperte da un angolo di 360 gradi, averne a disposizione 360 meno 90 tutto sommato non è male!

vela bolina strettaMandare diritta la barca: orzare, poggiare, uso del timone

Siamo ormai nel pieno del divertimento e del nostro Corso di vela, finalmente la barca a vela cammina, ha un’andatura, le vele sono gonfie, gli scottisti fanno il loro dovere, e voi vi avvicinate con fierezza al Timone (più esattamente alla ruota del timone o alla barra, altrimenti dovreste andare sott’acqua ….) e pensate ‘dammi qua, che ti faccio vedere io!’) e infatti non appena preso possesso dell’arnese vi accorgerete, salvo alcune eccezioni di virtuosi che evidentemente nel grembo materno hanno avuto tempo e modo di esercitarsi nella navigazione, seppur non a vela, che la barca comincia a zigzagare mostruosamente e che quella stabilità quasi naturale che aveva un attimo prima così naturale proprio non è.

E allora comincerete a sterzare di qua e di là per averla vinta, come se foste al volante di un fuoristrada, e sarà in quel momento che il panico vi coglierà tra le sue braccia ma fortunatamente sentirete una mano afferrarvi di peso per depositarvi poco più in là mentre un’altra mano callosa riporterà in 2 secondi la barca alla tranquillità!
Eh sì, pare facile, ma mandare diritta la barca non è poi così scontato, ma non preoccupatevi, pochi minuti e ne capirete i segreti, basta un po’ di pratica.
E capirete come farla girare e che, essendo le andature a vela relative al vento, è più conveniente definire le loro modifiche secondo come varia l’angolo con il vento stesso ( e non secondo la direzione destra-sinistra): avremo così che cambiare direzione stringendo l’angolo con il vento, cioè andare con la prua verso il vento stesso, corrisponderà a Orzare ( in barca sentirete spesso i termini ‘stringi’ o ‘orza’), mentre allargarlo lo definiremo Poggiare (va bene anche Puggiare, contenti?).
E ora attenzione: siamo di bolina stretta e siamo diventati bravi ad andare diritti, improvvisamente le vele si sgonfiano come se stessimo nell’angolo morto: cosa può essere successo??? Facile, il fatto è che il vento a volte è come uno scugnizzo dispettoso: cambia direzione senza avvertirvi! Se siete al timone, non vi rilassate!
Domanda cattivella: visto che per ogni andatura la regolazione ottimale delle vele è una sola (non lo sapevate eh?) secondo voi lo scottista con la sua bella scottina cosa farà ( o dovrebbe fare) quando voi orzerete? E se doveste poggiare? (la risposta: ‘se non fa niente è meglio per tutti’ non è valida). Potete aiutarvi con un disegno, carta e matita mettete la barca nelle diverse andature e cercate di posizionare le vele in modo che il vento le gonfi, ricordando che se una vela si orienta nella stessa direzione del vento fileggia, sbatte come una bandiera e non si gonfia.

vela cambiare mureCambiare mure: le virate

A questo punto del corso di vela assumiamo che siate partiti dal porto di partenza verso il largo con un bel vento proveniente da dritta ma si è fatto tardi e avete pure fame, e fortunatamente per voi anche il vostro istruttore ha fame e allora si decide in modo apparentemente democratico ( non illudetevi, in barca sarà sempre così, quando va bene!) di tornare indietro (potete anche aiutarvi con matita e foglio e fare un bel disegnino, vi aiuterà): si aprono nuovi orizzonti!

Innanzitutto dovrete decidere da che parte girare per tornare indietro visto che in mare, fortunatamente, non ci sono sensi unici: girando verso destra, dalla parte del vento, dovrete superare il temibile Angolo Morto (ricordate???), dall’altra vi sembrerà tutto un po’ più tranquillo (NON E’ COSI’!) e comunque ora verificate sul foglietto da che parte sarà il vento una volta presa la direzione per tornare in porto ….. 1, 2, 3, 4, 5: per caso viene da sinistra?
Nell’originale gergo marinaresco alla partenza con il vento che spira da dritta (ATTENZIONE: se siete stanchi di leggere non siete autorizzati a proseguire, perché questa informazione è FONDAMENTALE) si dirà che la barca naviga ‘MURE A DRITTA’, mentre al ritorno la barca navigherà MURE A ………. ! Sul primo lato (bordo) le vele, gonfie di vento, erano sul lato ……… della barca, al ritorno, sul secondo bordo, saranno invece sul lato ……………

E si dice che passando dal primo caso (navigare con il vento che proviene da un lato) al secondo in cui navighiamo, affamati, con il vento che viene dall’altro, abbiamo cambiato bordo e operato un ‘cambio di Mure’.
Qui si potrebbe accendere una viva discussione con quelli che affermano di aver operato un ‘cambio di Mura’, evidentemente avranno ristrutturato casa da poco tempo, ma siete autorizzati ad insistere con la prima definizione!
E se pensate che per cambiare mure basta girare, ancora una volta vi sbagliate di grosso: per cambiare mure occorre Virare.
E’ così che sono nate la Virata di Prua e la Virata in Poppa, secondo dove vi colpirà il vento durante la modifica della rotta per tornare a casa (mano al foglietto e decidete quale è l’una e quale è l’altra), e se vi sbagliate niente paura, posso dedicarmi tranquillamente a coltivare tulipani, e per evitare ciò vi ricorderò che la Prua è quella cosa con cui finisce la barca sul davanti, la Poppa è la Poppa.
Domanda: ritornando in porto ci accorgiamo che il tender (il gommoncino di servizio) che avevamo legato a poppa, si è sciolto! Sorvoliamo sulle cause per ora (qualcuno dovrà fare un ‘giro di chiglia’ 👿 ), è più urgente recuperarlo, lo vediamo a poppa galleggiare tranquillo a qualche centinaio di metri, dobbiamo tornare indietro: provate a descrivere cosa fare con la giusta terminologia acquisita finora e le opzioni a disposizione.

vela virata di pruaVirata di prua

Esistono racconti di sventurati sparati in acqua da virate improvvise eseguite da timonieri nervosi e poco accorti.
E’ per questo che un giorno qualcuno ha pensato di istituzionalizzare una specie di avvertimento preliminare, prima di virare, che il timoniere deve formulare a voce alta e che serve a far venire fuori la sua ‘personalità’:
PRONTI A VIRARE!
Ora, in realtà la prima volta direte un “pronti a virare?” talmente timido che nessuno vi filerà e avvertirete un certo senso di inutilità; la seconda volta sentirete di tutto: ‘No!’, ‘Non potresti aspettare che sto mangiando?’ , ‘uffa!’, ‘sono al bagno!’, etc, mentre un equipaggio serio dovrebbe entro pochi secondi rispondere qualcosa del tipo: ‘PRONTO!’, ed in particolare gli scottisti del fiocco, uno pronto a ‘mollare’ (che non è lascare, ma proprio liberare la scotta dal winch e mollarla) la scotta del fiocco al momento giusto e l’altro a cazzarla dalla parte opposta, dove passerà il fiocco dopo la virata.
Quindi il timoniere urlerà:
VIRO!
e andrà in modo graduale ma deciso all’orza e passerà di slancio nel temibile Angolo Morto per stabilizzare la direzione della barca non appena uscito dallo stesso.
Non lo abbiamo detto prima, ma non potete virare in qualsiasi momento, PRIMA dovrete assicurarvi di:
navigare in andatura di Bolina in prossimità dell’angolo morto (si chiama bolina stretta) e avere velocità sufficiente per superarlo di slancio durante la virata;
e DOPO dovrete terminare la virata nuovamente in andatura di Bolina ma sulle altre Mure ( lo so, sto cominciando a parlare difficile, ma in fondo è tutto qua…… pare vero!) .
vela bolina strettaA questo punto è lecito domandarsi: ma come faccio a capire se sto navigando di bolina stretta??? Non è difficile, applicheremo un semplice metodo pratico: con piccoli movimenti del timone faremo orzare un po’ per volta la barca e contemporaneamente cazzeremo le vele, fino a che si troveranno quasi al centro barca e di più non potranno essere cazzate(cazzate a ferro); continuate ad orzare piano piano e osservate le vele sul lato prodiero, cioè su tutto il lato dove la randa è attaccata all’albero ed il fiocco al suo cavo di acciaio (strallo di prua): quando vedrete che cominciano a sgonfiarsi proprio in quella zona: state entrando nell’angolo morto! A questo punto non vi rimane che poggiare un pochino per uscirne, sentirete che la barca riprenderà un passo più deciso e si inclinerà un poco (secondo quanto vento c’è ….!) : siete in andatura di Bolina stretta e solo ora potete organizzare la vostra virata!
Dopo la virata un acuto osservatore potrebbe rilevare che il vostro amico che mangiava beato il panino è ora sdraiato sul pavimento del pozzetto con la faccia piena di maionese (il pozzetto è la parte generalmente a poppa della barca dove sta l’equipaggio) ed una vostra carissima amica è appesa alle draglie ( i cavi di acciaio che formano una specie di recinto di sicurezza intorno alla barca, che ha a sua volta un nome che non vi dico … ma che su
Luna Rossa non c’è, a loro darebbe fastidio!) nella parte sopravvento della barca e urla ‘aiutooooooo!’ ( ma voi state pensando: quale sarà la metà sopravvento della barca se il vento viene da sinistra??? Con buona pace della carissima):
perché? Cosa ha provocato il cataclisma? Niente di particolare, solo che se c’era abbastanza vento ed eravate di bolina, prima di virare la barca era ben inclinata da una parte e dopo la virata, ovviamente, dall’altra! Capito a cosa può servire annunciare il ‘Pronti a virare’? Io ci aggiungerei anche un: ‘Tenetevi!’.
P.s.: ma lo scottista della randa intanto che ha fatto? Praticamente niente, aveva la scotta ben cazzata e la vela quasi al centro e dopo aver virato questa è passata da sola dall’altra parte non avendo impedimenti di sorta.
In uno dei capitoli precedenti sicuramente vi siete chiesti: ma se il vento tira dal porto verso fuori ed io ho navigato in Poppa piena per un pò, come faccio a tornare in porto prima che chiuda il ristorante visto che si è messo di mezzo il famoso angolo morto? Sappiate che è una buona domanda, per niente banale: potete aspettare che cambi vento! ma forse intanto siete arrivati in Atlantico e non mi sembra ancora opportuno, e allora? Non rispondete ‘accendo il motore’, non vale … ma ora che sapete virare dovreste trovare la risposta giusta, da soli, carta e penna con voi. Anzi, forse è il caso che troviate la risposta prima di passare al capitolo successivo.
Per stuzzicarvi sappiate che c’entra il ‘bordeggio’, anche se non sapete ancora cosa sia ma potreste arrivarci ….
ma passiamo al prossimo capitolo del nostro Corso di vela!

vela abbattere-1Virata in poppa

Ed eccoci alla seconda Virata, molto più misteriosa, affascinante e difficile della prima: la Virata in Poppa, detta anche ABBATTUTA.
E qui si aprirà un secondo forum con quelli che non vogliono Abbattere, ma Strambare. Anche molti tecnici usano questo termine al posto del primo, in televisione non sentirete mai parlare di abbattuta, ma i due termini indicano cose diverse, andiamo con ordine.
Il fatto è che quando sarete in andatura di Poppa o prossima alla Poppa, molte cose saranno apparentemente meno chiare rispetto alle altre andature: potreste non avvertire il vento o avvertirne pochissimo, la barca è piatta e ballonzola un po’ di qua e un po’ di là, ciò anche un po’ di mal di mare!, non so più che cosa significhi orzare o poggiare: sai che faccio??? Io giro! E girando la ruota o la barra tentate la sorte nel disperato tentativo di capirci qualcosa e …… PATATRAC! STRABUM! Gniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii …. SBATABAM!
Che è successo? Ancora una volta niente di particolare, è che eravate in Poppa (andatura …), gli scottisti molto attenti avevano lascato le vele al massimo che erano quindi belle aperte per ricevere il vento che veniva da dietro, non sapendo bene che fare avete girato ….. dalla parte sbagliata! e….. avete STRAMBATO!, avete cioè cambiato mure senza volerlo ed il vento che ora viene di lato ha preso letteralmente la randa e l’ha sbattuta dall’altra parte insiema al boma; essendo la vela tutta aperta e libera di muoversi, nella manovra involontaria questa avrà attraversato da una parte all’altra il pozzetto a gran velocità, spazzando tra l’altro ogni cosa sul suo cammino. Lo so, il tutto è ancora un pò oscuro, ma andando avanti capirete meglio, c’è tutto il tempo! Diremo comunque che la strambata è un’abbattuta involontaria, un cambio di mure fatto senza il necessario controllo delle manovre.
Occupiamoci quindi di ABBATTERE visto che la strambata l’abbiamo fatta, per fortuna non si è fatto male nessuno ma non è il caso di ripeterla, visto anche che il proprietario della barca sta telefonando al suo avvocato per citarci per danni…..!
Abbiamo detto che uscendo dal porto il vento veniva da dritta e noi, affamati, vorremmo ora tornare indietro per una bella frittura di pesce al ristorante, e per far questo abbiamo girato (accostato) a sinistra cambiando la nostra andatura iniziale; ad un certo punto ci ritroviamo con il vento in Poppa o quasi, ma il porto è ancora più a sinistra!
Se continuiamo a girare si verifica la Strambata, come fare allora? Così:
il timoniere urlerà a gran voce
vela abbattere-2PRONTI AD ABBATTERE!

Tutto l’equipaggio compreso quello del panino fa attenzione, gli scottisti urlano PRONTI!
Il timoniere prima di muovere il timone urlerà ancora
RANDA AL CENTRO!

al che il povero scottista della randa si dà da fare a braccia o aiutandosi con il winch per cazzare la scotta e portare la randa (prima completamente aperta) in posizione centrale, in pratica la chiude, e solo a questo punto (in genere questo punto è dopo 5 minuti dal comando ma mica potete ammazzarlo per così poco il povero malcapitato) il timoniere attento dirà

ABBATTO!
Ora facendo un piccolo passo indietro la situazione dovrebbe essere questa: avevamo il vento da destra(questa ve la passo, non infierirò..) abbiamo fatto girare piano piano la barca verso sinistra fino ad avere il vento esattamente da dietro: giusto? (dite di no e mi suicido!) la randa, gonfia di vento era sul lato sinistro e man mano è stata sempre più aperta, dallo stesso lato: giusto? (non dite di no….. vi PREGO!).
vela abbattere-3Portandola al centro l’avete messa allineata più o meno con il vento: giusto? Bravi! Ora se continuate ad andare ancora un po’ a sinistra immaginando l’odore delle linguine all’astice che sono lì a 5 minuti, il vento comincerà ad arrivare dal lato sinistro e vorrà spingere la vela sul lato destro: giusto?

Ebbene assecondate la volontà del vento e ordinate allo scottista se già non lo avesse fatto, caso mai tirategli qualcosa che avete sottomano, di lascare subito la randa perché saremo in andatura di lasco Mure a …… a? e di lasco, le vele vogliono stare belle aperte! Capito? A questo punto nel vostro Inconscio di velisti le linguine si saranno trasformate in una spigola al forno con le patate ma niente paura, il porto è a sinistra, basta orzare ancora un po’, con ciò che ne consegue (scottisti all’erta!), ed avere esattamente nel mirino il ristorante!
Ma nella foga non ci siamo scordati qualcosa? Eh già, il fiocco. Il fiocco in andatura di Poppa non ‘porta’, cioè non riceve vento essendo coperto dalla randa e quindi il suo passaggio che pur deve avvenire durante l’abbattuta a cura degli scottisti è meno cruciale di quello della randa e basterà coordinarsi per farlo passare dall’altra parte durante la manovra ( in più, non ha nemmeno un boma attaccato sotto che possa fare danni!).
Ve l’ho detto che se il fiocco è molto grande lo chiameremo ‘genoa’?!?
Non so se ve ne siete accorti, ma qualcuno sicuramente a questo punto avrà sentito ronzare qualcosa nel cervello a proposito di biciclette, moto, vento etc. etc.: o no? Rileggete il primo capitolo ……

velocità della barca a velaLa velocità in barca : i nodi

No, i nodi-nodi vengono nel capitolo successivo.
Questo serve solo per informarvi che in mare le distanze si misurano in miglia marine (mica pensavate che quelli che parlano di masconi e pappafichi potessero misurare in Km!), che oltretutto, non sono mica uguali alle miglia terrestri!
Dunque un miglio marino = 1852 metri (quello terrestre milleseicentoespiccioli)
Nodo = misura della velocità = 1 miglio marino all’ora
Le misure della velocità in mare vengono sempre amplificate da tutti i velisti che sembrano aver fatto della lentezza il proprio stile di vita, e quindi se quel giorno con 20 nodi di vento si è andati a 7 nodi di bolina, è probabile che ve ne vengano spacciati 30 di vento e 9 di velocità, un po’ come i pesci pescati per i pescatori!
Comunque sappiate, ancora una volta, che se è stata scelta questa misura una ragione c’è, eccome se c’è!
Pensate che dal miglio marino si può arrivare in un attimo alla lunghezza dell’equatore terrestre!
Un’ultima annotazione sulle unità di misura: le misure anglosassoni vanno alla grande, sappiate che se un numero segue il modello di una barca, quasi sempre questo rappresenterà la lunghezza in piedi (non la lunghezza della barca messa in verticale, che è sempre quella, ma la lunghezza espressa in feet!) della barca;
1 Piede = 30.48 cm, una barca Jeanneau modello Sun Odyssey 40 sarà molto probabilmente lunga 40 feet = 12 mt circa.
Ma se vedete una barchetta che ad es. si chiama Comet 850 e facendo con aria da esperti il conto 850×30 pensate che dovreste avere davanti una portaerei, probabilmente quell’ 850 corrisponderà a 8,50 mt: facile, no?

Anche la velocità del vento viene espressa in nodi ma qualche volta anche in metri al secondo (m/s), a voi fare il semplice calcoletto: un vento di 5 m/s a quanti nodi corrisponde?
(Per i più pigri: 5*60*60/1852= 9,7 nodi.
La regola è: per ottenere la velocità in nodi moltiplicare per 2 i metri al secondo!)
Ultima annotazione: la velocità media di una barca da crociera a vela si aggira intorno ai 6 nodi, che corrisponde alla folle velocità di una bicicletta da passeggio che va piano!

nodi gassa d'amanteI nodi, quelli veri

nodi marinareschi nodo di bitta

Siamo quasi alla fine del Corso di vela e sapete quasi tutto sulla vela e vi esibite in dotte discussioni sulle lay-line e sul come condurre la barca in una tempesta con vento forza

9.
Attenzione! Dall’angolino quasi sempre verrà fuori un cinico e perfido personaggio che con una cordicella che sembrerà trovarsi lì per caso (è il laccio della sua scarpa sinistra …) vi chiederà se potete fargli una gassa che ‘mi si è rotto il portachiavi!’. Se non gliela farete con una sola mano mentre con l’altra bevete un drink e continuate a parlare con l’avvinta platea: siete sputtanati!

Ed il capannello intorno a voi si scioglierà inesorabilmente.

E’ il caso quindi che sappiate eseguire con sicurezza almeno i seguenti nodi marinareschi:

nodi marinareschi parlato

un nodo ad anello, la regina incontrastata: la GASSA D’AMANTE
un nodo d’arresto: il SAVOIA o il CAPPUCCINO (senza schiuma)
un nodo di giunzione: il BANDIERA
il nodo del parabordo: il PARLATO
il nodo di BITTA: mica vorrete andar per mare senza saper fissare una
cima di ormeggio???!?
e meglio se saprete fare anche un nodo scorsoio per cercare di
strozzare il nostro perfido amico con il laccio della sua scarpa.
Che cosa hanno di particolare i nodi marinareschi?

Sono facili da sciogliere anche dopo aver sopportato forti tensioni ma non si

nodo savoia

sciolgono per caso, se usiamo quello giusto per ogni situazione (il nodo scorsoio potrebbe essere difficile da aprire, ma è questo che volevate no??)

Il vento e la rosa dei venti

Abbiamo cominciato e concludiamo con il padrone incontrastato del mare:
il vento!
vela rosa dei ventiAvete iniziato sicuramente a dedicargli qualche attenzione in più e per elevarvi al di sopra del comune terrestre dovreste anche riuscire a dargli un nome e affermarne quindi la direzione (vi darà un tono un pò snob e l’aria di chi ne ha passate tante…): sappiate che il vento VIENE DA una direzione, quindi VIENE DA Nord, DA Sud e così via; guardando il disegno, la mitica Rosa dei Venti, saprete dare ad ogni vento il suo esatto nome e l’ultimo problema che vi tocca è semplicemente capire: DOV’E’ IL NORD???!?
Facile: si tratta solo di rispolverare qualche piccola nozione che vi avranno somministrato milioni di volte senza che a voi importasse granchè: il sole sorge ad EST! Ma il caso vuole che voi all’alba ronfiate della grossa, e allora diciamo che il sole TRAMONTA ad OVEST, molto più intuitivo. Mettetevi con le spalle ad Ovest, di fronte avrete l’Est, a sinistra il Nord e a destra il Sud.
E di notte??? Ancora più facile: basta guardare la stella Polare! E se è nuvoloso? Vabbè, allora:
NON CI RESTA CHE LA BUSSOLA!!

———- Fine del Corso di vela Online ———-
bussola nauticaadesso ti tocca montare in barca!

L’autore di questo mini corso un po’ scherzoso ma molto meno di quanto immaginiate chiede scusa per le eventuali inesattezze ed è a vostra disposizione per qualsiasi domanda e approfondimento nonché correzione se individuaste qualcosa di errato.
Scrivete e chiedete, se so la risposta ve la dico!
Mancano ancora tanti argomenti da trattare: al prossimo corso di vela online, ma prima organizzatevi e venite a farne uno vero, dal pc il vento non soffia!

Per quel che riguarda cosa portare con sé quando si va in barca e altre informazioni utili, clicca sul link.

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Tattica di regata – la Partenza migliore – lezione 1

TATTICA DI REGATA – LEZIONE 1 – LA PARTENZA

Come effettuare la migliore partenza in regata, lezione 1: regata a bastone, boe, barca giuria, lay line, direzione del vento

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Introduzione – Cenni storici sulla Regata

La regata, è un gioco che nacque tempo fa tra 2 ragazzi polinesiani, Harègh e Hata, che facevano a gara, con le loro piroghe a vela lanciate nell’atollo, a chi arrivava primo al reef dove pescare il pasto del giorno.

Era chiaramente una gara tra scansafatiche, che mentre tutto il villaggio era al lavoro già dalle prime luci del giorno, si trastullavano intorno alle loro piroghe per migliorarle e raggiungere la vittoria del giorno.
Del pesce non poteva importargli di meno!
Tutti sappiamo però che è così che nasce il progresso scientifico, chi ha troppo da lavorare non ha molto tempo per fare ricerca e migliorare i propri mezzi!
Tant’è, gli sfaccendati contribuirono decisivamente all’evoluzione della nautica.

regata tra pirogheUn giorno, mentre partivano per il reef, trovarono un grosso tronco nell’acqua catapultato dall’ultima ‘bomba d’acqua’ del periodo (il meteo già allora faceva i capricci, ogni tanto…), ed ebbero la superlativa idea di girargli intorno un paio di volte ( che ci arriviamo a fare fino agli scogli, rischiando di graffiare le nostre belle piroghe??? disse il primo, “Tanto sono già in molti a pescare, oggi” disse il secondo!), e idearono un percorso A BASTONE, in cui il bastone, o il tronco, venne sostituito da 2 noci di cocco ancorate al fondo.

Ora, alle gare tra Harègh e Hata assistevano altri ragazzi sfaticati del villaggio, che non avendo una piroga e non avendo nessuna intenzione di costruirsene una, si proposero come arbitri delle gare, formando una specie di giuria delle gare.
Non solo, visto che girare semplicemente intorno a 2 boe diventò presto un pò noioso, si proposero, oltre che come arbitri, pur di sfuggire al duro lavoro del pescatore, come ideatori di nuove regole per rendere le gare più complesse e divertenti: nacque così il Comitato di Harègh e Hata!

Una regola tira l’altra, ben presto nacque un complicatissimo ed inestricabile, ancor oggi, regolamento, inaccessibile alle più fulgide menti del pianeta, che fu fonte di interminabili litigi e discussioni tra i 2 contendenti.
Come avrete intuito, ben presto il perfido popolo invasore degli Occidentali, ad iniziare dagli Spagnoli e quindi dagli Inglesi, si impossessò di questo interessante meccanismo portandolo nella marineria Europea come se fosse una loro invenzione, ma ne mantennero almeno il nome che è pervenuto fino a noi leggermente modificato: la gara tra 2 o più barche, dal nome dei suoi ideatori, venne così chiamata REGATA, con il suo COMITATO DI REGATA e l’inaccessibile ai più regolamento conosciuto (Sconosciuto) come Regolamento Internazionale di Regata.
Il percorso più comune per le regate sotto casa è quindi conosciuto come Regata a Bastone, dove le noci di cocco sono sostituite da più appropriate boe.

Per diversi motivi…., il tempo libero oggi ce l’ hanno comunque in molti, e tutto sommato perchè non passarlo in mare in modo anche divertente dando sfogo anche a quello strato di competitività che non guasta?

Eccoci quà, è domenica e ci siamo iscritti ad una bella regata a bastone vicino casa!

Tralasciamo per ora lo studio approfondito del Regolamento e focalizziamoci su un solo aspetto, la PARTENZA!

Quella che segue è una spiegazione tecnica sugli aspetti da conoscere per cercare di partire il meglio possibile, in un gioco al quale partecipano molte barche tutte insieme, in cui c’è un comitato che delimita con delle boe un ideale bastone attorno alle quali girare e delimita, sempre con delle boe, una linea di partenza da passare non prima che sia dato il relativo segnale: facile, no??

I professionisti non ce ne vogliano…….

Avvertenza: non siamo sicuri che da qui in poi chi non ha mai visto o partecipato ad una regata riesca a comprendere quanto scritto, non ce ne vogliate, se sarete costretti ad abbandonare la lettura non ci offenderemo.

LEZIONE NUMERO UNO – La PARTENZA in REGATA – partire al meglio

ovvero
‘Ndò DEVO PARTI’????’
(scusate il romanesco, tradotto in italiano: dov’è meglio che io parta sulla linea per effettuare la migliore partenza e sperare di vincere la mia regata?)

Terminologia:

abbiamo detto che una regata a bastone è un percorso, detto Campo di Regata, che gira intorno ad un ipotetico bastone delimitato da 2 boe: una che accoppiata alla barca giuria definisce la ‘LINEA DI PARTENZA’, e una seconda che normalmente viene posta, ad inizio regata, ad una certa distanza dalla prima, esattamente CONTROVENTO (quell’esattamente dipende da quello che la giuria ha bevuto prima di salpare, e se in conseguenza di ciò al momento di misurare la direzione del vento non sia in preda al più devastante dei mal di mare).

BENE!
Ora vogliamo cercare di capire dove posizionarci sulla linea, al momento del VIA! per avere un vantaggio sugli altri concorrenti.

LAY LINE: l’andatura di bolina stretta che conduce direttamente in boa di bolina (la boa controvento), ciòè la linea ottimale per raggiungere con una sola linea ‘diritta’ la boa, che dovremo aggirare per tornare indietro.
Avrete intuito perchè la boa viene messa controvento: per impedire che una barca a vela la possa raggiungere con un solo bordo, visto che le barche a vela controvento non ci possono proprio navigare ( i motoscafi si!). E’ un modo per complicare il gioco, gli amici di Harègh e Hata erano veramente perfidi!

Supponiamo in questo caso che le 2 barche siano uguali, e che possano risalire il vento al massimo lungo delle linee corrispondenti alle 2 Lay Line.
Per gli sprovveduti, questo modo di navigare si chiama di BOLINA STRETTA, stretta perchè l’angolo tra la barca ed il vento è il più stretto possibile (vedi il corso online per principianti).

Domanda: “ma perchè le Lay Line sono 2 ?!?
Risposta:”Perchè le vele le metto dove mi pare: a destra (dritta) per percorrere la Lay Line di sinistra, a babordo per percorrere l’altra: chiaro?!!!” (babordo non si usa, tranquilli, si può dire sinistra!).

Gli schemi che seguono dovrebbero essere comprensibili a tutti i laureati in ‘geometria navale’, gli altri facciano quel che possono.

Preghiera: non chiedeteci spiegazioni sulle basi della geometria, sugli angoli, sui triangoli isosceli e sui parappaparallellebipedi, abbiamo già sofferto abbastanza al liceo.

Figura 1 – Linea di partenza regolare con vento perpendicolare

 

regata a bastone - partenza- caso 1

Spiegazione della figura 1

L’ipotesi di partenza è che sulla barca giuria stiano tutti abbastanza bene, e che abbiano posizionato correttamente la boa di bolina rispetto alla linea di partenza, cioè con il vento esattamente perpendicolare alla linea.

Come facciamo a saperlo??
Semplice: bussola a portata di mano, ci mettiamo sulla linea di partenza con la barca allineata ad essa, puntiamo la bussola a prua e prendiamo nota; quindi portiamo la prua della nostra barca controvento, in una zona libera da altre barche, puntiamo la bussola e riprendiamo nota. Se le 2 misure prese si discostano di circa 90 gradi la linea sarà perpendicolare.

Le barche, blu e verde, al VIA passano la linea nello stesso momento, virano e vanno verso la Lay line di dritta: qual’è partita meglio?

Possiamo verificare, anche visivamente, che, se il vento è perpendicolare alla linea di partenza, la somma dei segmenti percorsi da 2 barche che partano in 2 punti diversi della linea è sempre la stessa.

A decidere chi arriva prima saranno quindi altri fattori(eh, eh..).

Tattica di regata – REGOLA: alla domanda fondamentale della lezione: “‘Ndò devo partì???’, possiamo rispondere in questo caso , senza tema di smentita:“ma parti ‘ndò te pare!!!“, terminologia nautica comprensibile, pensiamo, ai più.

Nella figura 1 è contemplata l’ipotesi, linee rosse, che la boa controvento non sia piazzata ortogonalmente al centro della linea di partenza per valutarne le eventuali conseguenze: le Lay line cambiano di posizione ma la risposta al quesito iniziale è sempre la stessa (nel caso descritto in figura, in certi casi limite potrebbe non essere così, cercateli!).
Abbiamo complicato il disegno sovrapponendo le 2 ipotesi perchè altrimenti il foglio rimaneva prevalentemente bianco e immediatamente comprensibile, e non ci avremmo fatto una gran bella figura, perchè la vela deve essere Complicata.

Figura 2 – il vento non è ortogonale alla linea di partenza

regata a bastone - partenza - caso 2

Spiegazione della figura 2

Sulla barca giuria ci sono problemi, è evidente!
Il vento non è perpendicolare alla linea di partenza già prima della partenza! Non indaghiamo sulle cause.

Una barca che parta, sulla linea di partenza, più vicino al lato da dove proviene il vento, in questo caso a destra (dritta), percorrerà meno distanza rispetto ad una che parta sulla sinistra.

Senza chiamare in ballo logaritmi e derivate, lo si evince semplicemente misurando i lati percorsi dalle 2 barche:
a1=a2 – b1=b2 – avanza il tratto C: la verde dovrà percorrere una distanza in più della blu pari al segmento C, e la blu le passerà davanti.

Forza col righello e non fate domande inutili!

Ricordate che le barche possono risalire il vento al massimo con andature corrispondenti alle 2 Lay Line o a loro parallele.

Tattica di regata – REGOLA: parti dal lato da dove tira il vento!

Figura 3.1 – caso 1 – il campo è posizionato correttamente ed il vento salta dopo la partenza

 

regata a bastone - partenza - caso 3

Spiegazione della figura 3.1

Come sappiamo, nella realtà non c’è solo la barca giuria a decidere dei nostri destini, anche Eolo fa sempre la sua parte, e dipenderà da come si sarà alzato quella mattina.
A volte è pigro, s’appoggia al cuscino e soffia sempre nella stessa direzione, non c’è problema, siamo nel caso della figura 1 e 2.

EoloA volte però, c’è una ninfetta che gli fa il solletico, ed ecco che girandosi o saltando sul cuscino il vento cambia di direzione! (se le cose non vanno come dovrebbero, le ninfette hanno sempre un pò di responsabilità, non si può chiedere ad Eolo di non soffrire il solletico.)

Se questo succede durante una regata, alcuni concorrenti saranno spacciati!

Infatti, se siamo partiti con Eolo che soffiava pigramente diritto sulla linea, determinando la Lay Line a, ma poi la ninfetta è intervenuta ed Eolo ora soffia da dritta rispetto a prima, che succederà alle barchette Blu e Verde?

Succederà che le nuove Lay Line b, che non sono altro che 2 linee con lo stesso angolo rispetto al vento, quello che possono percorrere le 2 barche, si saranno spostate ruotando in senso orario insieme ad Eolo.

EMBE’???
Embè, guardate le linee percorse: a1 e a2, sono state percorse con il vento iniziale, b1 e b2
dopo l’effetto della ninfetta.

Ci vuole un’equazione trigonometrica per fare la somma e decidere chi è che ha fatto più strada?

Vai col righello!

Tattica di regata – REGOLA: se il vento salterà, sarà meglio farsi trovare dal lato dove questo avverrà!

Infatti, per raggiungere questo scopo, i più consulteranno compulsivamente nei 3 giorni precedenti la regata tutti i siti meteo del pianeta, alla ricerca della risposta; gli smartphone andranno a fuoco, e, visto che i siti meteo si scopiazzano uno con l’altro per non fare figuracce (alla peggio la facciamo tutti insieme….), ma anche perchè non hanno tutti stì soldi per fare complessi calcoli matematici (i famosi ‘modelli’ non sottintendono i ‘modelli matematici’, sono proprio ‘modelli’ che dopo la sfilata vengono ingaggiati a basso costo per la previsione meteo del giorno), tutti andranno gioiosamente dalla stessa parte.

Meno uno, il solito separatista che per farsi notare va controcorrente per principio, quello che proprio ‘io, in mezzo a quel casino, non ci parto nemmeno se vi fate verdi!’, che se ne è andato quindi dall’altra parte!

Ecco, da quella parte girerà il vento, e l’ignaro vincitore della regata sarà interpellato come il più stravolgente interprete del meteo moderno ( e farà la sua fortuna perchè da quel momento, a parte la vittoria immeritata, darà il suo parere sul meteo in tutte le trasmissioni di scacchi, ma stavolta a pagamento).

Figura 3 – caso 2 – il campo è posizionato correttamente ed il vento salta dopo la partenza, ma dopo che la barca blu ha superato la Lay Line

 

regata a bastone - partenza - caso 4

Spiegazione della figura 3.2

Questo caso non riguarda la partenza, ma la condotta della regata.
Dovremmo essere già quindi nella lezione 2, ma consideriamolo un bonus.

C’è ancora una possibilità per tutti i polli del caso precedente che saranno partiti dalla parte sbagliata.

Quella che la ninfetta di turno dia fastidio a Eolo un pò più tardi rispetto al caso 1, mentre la barca blu sta dirigendosi direttamente sulla Lay Line..

Cioè, quando il nostro genio del meteo avrà oltrepassato quella che diventerà dopo il salto di vento la nuova Lay Line T2.

Questo vorrà dire che il suo percorso sarà un pò più lungo del dovuto, avrà fatto inutilmente della strada in più, e di questo cercheranno di approfittare i ‘polli’ assetati di vendetta.
Questi infatti vireranno esattamente sulla nuova Lay Line, mentre il blu virerà avendola oltrepassata.

Misurando il percorso a1+b1 e confrontandolo con quello a2+b2+b3, in una posizione finale più o meno equidistante dalla boa al vento, si vedrà che le distanze saranno simili.

Ma, c’è sempre un ma…, la barca blu percorrerà il secondo tratto con un angolo al vento maggiore rispetto alla barca verde, che avendolo più ‘stretto’ andrà più piano, e quindi, in questo caso, dovrebbe spuntarla comunque il genio del meteo.

Se non sapete che una barca di bolina stretta va più piano di una in bolina larga, non capisco che ci facciate su questa pagina….

Tutto dipenderà, comunque, da quanto e quando girerà il vento, e di conseguenza da quanto si sarà trovato ‘fuori campo’ il genio, nella nuova situazione.

Tattica di regata – REGOLA: se pensi che il vento girerà, stai dalla parte dove girerà il vento, ma non andare troppo, nella fase iniziale, verso la Lay Line, la potresti pagare!

Regola n.2: molto dipende dall’azione delle ninfette.

Figura 4 – stare nei ‘rifiuti’

regata_stare_nei_rifiuti

BENE!
Ora sappiamo dove partire. Il problema è che , quando si faranno tutti furbi avendo studiato a fondo quanto qui descritto, vorranno partire tutti dalla stessa parte, e in 40 ammassati in pochi metri d’acqua si sta un pò stretti.

Il più bravo di tutti sarà sulla linea nel punto migliore al VIA, e gli altri?

Molti saranno imbottigliati in mezzo a un putiferio di gente che urla a squarciagola cercando si salvare la barca, altri dovranno aspettare con pazienza che passi la buriana per poter partire: perché?

Occorre pensare che mentre chi è davanti riceve aria ‘pulita’, chi è dietro riceve MENO aria, deviata in direzione dalle vele che si trovano davanti, e ‘sporca’, cioè piena di turbolenze generate dalle vele stesse: si trova nei RIFIUTI!! (vedi figura sopra)

La conseguenza di ciò è che chi sarà davanti scapperà via come un fulmine e quelli dietro si dovranno rassegnare a perdere terreno (acqua) finchè non potranno ricevere aria pulita e dalla giusta direzione, cioè fino a quando non avranno più altre barche ‘davanti’.

Una soluzione a questo problema sarebbe quella di virare, ma provate voi a virare in mezzo a quaranta barche, tutte che ricevono il vento da dritta (mure a dritta, hanno precedenza su chi riceve il vento da sinistra…..)!!!
Se ci provate, avendo sopravvento altre barche molto vicine, la vostra bella barchetta si ritroverà variamente distrutta dalle prue delle suddette barche, quando va bene sarete denunciati alla giuria (a volte anche ai Carabinieri), e squalificati quando non ammanettati (sempre meglio che affrontare in presa diretta gli armatori inferociti cui avrete fatto il piccolo sgarbo di virare impropriamente……

E allora????
Allora dovrete aspettare il vostro turno per virare liberi, perdendo irrrimediabilmente acqua dai primi ( e questa regata purtroppo per voi, mi sa che non la vincerete…).

C’è chi, in virtù di questo problemino, PREFERISCE partire in una posizione non ottimale ma in posizione più libera e con vento pulito.

CHI AVRA’ RAGIONE?

Qui termina la lezione numero 1 sulla tattica di Regata.

Pensate che sia complicato?

Non vi angustiate, questa è la parte più semplice, quella complicata ve la spiegheremo quando l’avremo capita bene!

In realtà sarebbe tutto molto semplice, se non fosse che:

– dove vorresti stare tu (se hai capito l’essenza del ragionamento….), lì vorrebbero stare tutti gli altri

– tirare le arance al timoniere della barca sopravvento perchè ti permetta di virare serve solo a ricevere ritorsioni per tutta la regata

precedenze in mareprecedenze in regata- quando stai facendo uno splendido bordo diritto, arriva un’altra barca con a bordo il cugino di Pavarotti, che ti urla nelle orecchie a squarciagola:

ACQUAAAAAAAAA!!!!!!#*!#@!!!!!!

facendoti prendere un colpo e obbligandoti a cambiare direzione, rovinando irrimediabilmente quella bella scia che stavi tracciando sull’acqua.

Il termine ACQUAAAAAAAAA!!!!!!#*!#@!!!!!! va urlato esattamente come descritto, sennò l’altro non capirà le vostre intenzioni, a dire, più o meno:
” senti brutta bagnarola galleggiante, se non te ne sei accorta IO ho la PRECEDENZA, e se non mi fai passare senza che mi venga l’infarto rischiando le mie belle fiancate addosso alle tue, io ti inseguirò per tutto il campo di regata fino ad affondarti!”.
Ecco, questo è quello che si nasconde dietro il nautical style.

– nel disegno, è facile capire dove sta il vento …… nella realtà, prova a chiedere al tuo equipaggio: “viene da lì!”, “no, da là!”, “prendilo!”, “capo, viene da 380°!”, “ma che dici! lo vedo, viene da 166,234211!!!”

– nel disegno, è facile andare diritti! …nella realtà, come sappiamo dalle tracce del gps, quelle che disegnamo come rette sono più curve di un circuito di formula 1!

– quando vuoi (vorresti) virare, non lo puoi fare a meno di ritorsioni di quello del tuo equipaggio che si strozzerà con il panino in bocca e quella che ti minaccerà di morte (meglio che ti prendi una guardia del corpo) perchè nella virata, per non cadere, ha dovuto mollare il telefonino, che adesso sta scambiando opinioni con le seppie……..

– che le Lay Line non sono disegnate sull’acqua con il gesso

– che , se la Ninfetta ci si mette, Eolo comincia a soffiare di qua, di là, più forte, più piano, impedendoti di raggiungere la maledetta boa!

Insomma , le cose non vanno sempre come avresti immaginato mentre ti mettevi la cerata.

Se avete delle domande tenetev……… vabbè, provate a chiedere e chissà, forse otterrete una risposta!:-))

BV (sta per: Buon Vento!)

Ora che sai tutto sulla partenza, vieni a farti un bel giro in barca, magari ti si schiariscono le idee:

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