I fanali di fiumara grande

I nuovi fanali di entrata di Fiumara Grande-foce del Tevere – Ostia

Riflessioni e critica alla recente installazione dei nuovi fanali di accesso a Fiumara Grande, la foce naturale del fiume Tevere, a Ostia.

i nuovi fanali di accesso a Fiumara Grande, foce del fiume TevereScrivo questo articolo soprattutto per coloro che transitano, da velisti e quindi da fruitori diretti della foce e dei suoi servizi, nella foce naturale del Tevere a Ostia, chiamata Fiumara Grande.
Non sono uno studioso del tema nè uno storico, solo un osservatore ed utilizzatore interessato, e riporto le mie conoscenze e le mie impressioni senza nessuna pretesa.

Fiumara Grande, alle porte di Roma, è considerata uno dei porti naturali più grandi d’Europa; vengono stimate non meno di 5.000 imbarcazioni ormeggiate sul fiume in acqua e a terra , un bel numero!
Da pochi anni sulla riva nord di Fiumara Grande trova collocazione anche un porto vero e proprio, Porto Romano, costruito quasi in contemporanea con il Porto di Roma, che affaccia sul mare sul litorale di Ostia, a poche centinaia di metri in linea d’aria ( che trovate e originalità nei nomi, ehhh?).
Nella stessa zona verrà costruito, pare a breve, un nuovo porto turistico, il porto della Concordia, sul territorio del comune di Fiumicino, subito a Nord dell’uscita in mare da Fiumara Grande, a ridosso del vecchio faro e davanti a Isola Sacra, l’isola formata dal delta del fiume durante i secoli ed ora ampiamente urbanizzata.
fiumara grande, la zona dei nuovi fanali con mare mossoFiumara è un luogo abbastanza difficile per i navigatori perchè possiede, nascoste, tutte le insidie dei fiumi: correnti, bassi fondali, secche, tronchi e rifiuti della società civile di varia natura portati a valle dal fiume specie durante le piene e spesso pericolosi (tra lavatrici, frigoriferi,televisori,computer,sedie, mobili e quant’altro si potrebbe aprire un Ipermercato notevole!).

Ma andiamo all’obiettivo: i fanali di entrata alla foce del fiume.
Da molti anni Fiumara Grande era priva di segnali notturni per l’entrata sul fiume e la zona non dispone nemmeno di un faro. Ce n’è uno, il vecchio faro, ormai smantellato ed inattivo da decine di anni; ed anche i fanali di entrata c’erano, non so esattamente da quando ma inattivi da anni. Sulle mappe riporto la loro posizione, a terra.
Ora, se erano stati messi lì, immagino ci fossero validi motivi di sicurezza, come è naturale e come deve essere in qualsiasi porto navigabile così densamente affollato, e, diciamolo, anche così importante per gli interessi economici che coinvolge.
Vista Google dall'alto do Fiumara GrandeSe parliamo poi dello sbocco al mare di una capitale come Roma immagino che dotarlo di questi requisiti sia opera dovuta dall’amministrazione ed un diritto sacrosanto per chiunque vi transiti, oltre che un sicuro vantaggio economico per l’indotto creato da porti e cantieri all’interno del fiume.

Da anni quindi il nostro diritto è stato lasciato marcire sulle sponde del fiume senza l’ombra di manutenzione ed i tralicci dei vecchi fanali sono diventate comode piattaforme per i pescatori.
Notare che i portolani, ad es. le pagine azzurre, vedi link https://www.pagineazzurre.com/italian/porto/id_laz012-d/info_fiumara-grande.htm , riportano la presenza dei vecchi fanali; dicono anche che al centro del fiume ci sono 3,2 metri di profondità ma spesso si misurano profondità inferiori ai 2 metri, con mare calmo ( una barca a vela ‘pesca’ normalmente da 1,5 a 2,5 metri, alcune anche oltre).
Per curiosità si deve sapere, non so se abbia avuto nel tempo rilevanza ma essendo in Italia immagino di si, che il fanale verde si trova su territorio del comune di Roma, cui appartiene anche Ostia, ed il rosso su quello di Fiumicino che si distaccò da Roma non molti anni fa, sebbene immagino sia di competenza dell’Autorità di bacino.
Da qualche settimana, esattamente da dopo il 12 aprile 2009 , a Fiumara Grande fanno mostra di sè 2 nuovi fanali di entrata posti su 2 pali metallici (mede) piantati in mezzo al fiume: Bella notizia!!!

Ma subito dopo esserci passato a fianco, mi sono chiesto, e molti come me: perchè sono stati piazzati in mezzo al fiume?!?

vista googlemaps con grafico dei fanali di Fiumara GrandeTra i problemi che pone il fiume ai naviganti non ho parlato di quello forse più importante: il fenomeno della barra.
Esattamente all’altezza dell’uscita del fiume a mare si forma un basso fondale di sabbia profondo poco più di 2 metri, ai lati spesso rprofondo tra 1 e 2 metri.
Il suo effetto è quello di generare, specie se sommato allo scontro tra la corrente del fiume in uscita ed al mare in entrata quando soffiano venti dal mare, in particolare con venti di Ponente (Ovest) e Libeccio (SudOvest), onde molto alte e verticali con frangenti pericolosi verso terra che impediscono il transito, la cosiddetta Barra, appunto.
Quando le condizioni non sono proibitive ma sono comunque impegnative, per entrare si fanno delle belle surfate e per uscire delle belle spanciate, con rischio di straorzate e strapuggiate ( per i non addetti diciamo che la forza delle onde spesso può afferrare la barca e intraversarla ponendola in una situazione critica e pericolosa anche perchè non permette al comandante, temporaneamente, nessun tipo di manovra).
L'area dove sorgerà il nuovo porto della Concordia a Fiumicino-Isola SacraIn certi periodi il transito di barche in quel punto è intenso e non è semplice accodarsi e aspettare il proprio turno perchè c’è corrente e ci può essere onda e la strettoia costituita dai fanali può rappresentare una difficoltà in più. Senza parlare dei casi, molti, in cui a volte barche con elevato pescaggio ‘incagliano’ sul fondale melmoso: quasi sempre in questi casi se ne viene fuori autonomamente o con l’aiuto di altre barche, facendosi tirare fuori o inclinando gli alberi in modo da diminuire il pescaggio ma ora, con l’insidia di questi nuovi ostacoli, tali manovre possono diventare molto più rischiose.

Ho immaginato e mi piacerebbe che sia così, che una parziale soluzione sia quella di dragare regolarmente il fiume nel passaggio tra i fanali garantendo sempre una certa altezza, ma intanto possiamo constatare che non è così, e, in più, possiamo constatare che il fiume non è stato quasi mai dragato negli ultimi anni, almeno in quel punto (non so sei sia tecnicamente possibile e conveniente per via del fiume che ‘muove’ continuamente i fondali e magari qualche dragaggio c’è stato ma in breve eluso dal fiume).
Ultima osservazione: una barca a vela, piccola o grande, per la sua ridotta velocità non può calcolare al meglio il momento giusto per entrare o uscire in funzione delle onde più alte: semplicemente si incammina e gestisce cammin facendo la navigazione; per un motoscafo non è così, specie se di grandi dimensioni e potenze, loro possono spingere a fondo sull’acceleratore e andare diritti con molta più facilità e, manco a dirlo, loro hanno un pescaggio di molto inferiore alle barche a vela e in 2 metri d’acqua possono transitare praticamente tutti in tranquillità!

Aggiornamento:
sembra che l’idea dei nuovi fanali sia stata dei cantieri della zona che, autotassandosi e proponendosi di dragare regolarmente il fiume alla foce, hanno cercato di evitare nuove ordinanze della Capitaneria di porto che limitassero ulteriormente l’accesso al fiume riducendo il massimo pescaggio consentito.
I fanali sono stati messi in mezzo per evitare che continui atti vandalistici ne condizionassero il regolare funzionamento, cosa che sembra accadesse ai vecchi fanali posti sulla riva, anche se questo non giustifica assolutamnete averli abbandonati per così lungo tempo.
Confermo che con onda formata il passaggio tra i fanali non è più ‘tranquillo’ e sicuro come prima, occhio!

Se avete rettifiche o osservazioni di qualsiasi natura a quanto esposto sarò felice di pubblicarle sotto per quanto possibile.
BV!

ps: la misura dello spazio tra i fanali è calcolata ad occhio ed è quasi sicuramente inesatta, probabilmente in eccesso (dovrebbe essere sui 60-70 metri).

La Patente nautica da diporto

LA PATENTE NAUTICA DA DIPORTO
Quando serve e perchè conseguirla

La patente nautica da diporto non è indispensabile per condurre una barca. La patente certifica conoscenze che dovrebbero essere già state acquisite nel tempo e per iniziare a navigare non è il migliore dei modi

la Patente Nautica come e perchèCercheremo di rispondere alle seguenti domande:
– Quando serve la Patente Nautica?
– Posso praticare la vela senza Patente Nautica?
– Un corso di Patente Nautica insegna ad andare in barca?
– Quando è opportuno prendere la Patente Nautica?
– Posso comandare una barca a vela senza Patente Nautica?
– Qual’è il percorso consigliato per arrivare ad un corso di Patente?

Parleremo in questo articolo della Patente Nautica, più precisamente della Patente Nautica a vela e motore entro o oltre le 12 miglia per imbarcazioni a vela e motore.
(Dopo i 24 mt di lunghezza si parla di NAVI e non più imbarcazioni, non ce ne interessiamo per il momento..)

Non parleremo di argomenti tecnici e delle tematiche relative al conseguimento della patente nautica, di regole e normative, ma cercheremo solo di rispondere a qualche domanda che ognuno di noi si pone prima di intraprendere il cammino per conseguirla, ad es.:

Una Patente nautica per unità da Diporto

Quando serve la Patente Nautica?

Perchè prendere la Patente Nautica?
Senza Patente Nautica posso condurre una barca a vela?

Le risposte che troverete rispecchiano il nostro personalissimo punto di vista, che potrebbe non corrispondere con quello di molti altri e rappresenta un semplice contributo/aiuto per chi si ponesse le stesse domande.

Queste note prendono spunto da molti incontri diretti avuti in barca con tante persone che stanno studiando per conseguire la Patente nautica, che vorrebbero farlo, che già l’hanno conseguita.

Lo skipper e l'ufficiale di bordoIncontri del tipo:” Ciao sei già andato in barca?” “Veramente ho la Patente vela-motore oltre…” “Aaah! Bene, perfetto! Allora mi daresti una mano? per favore cazzami la scotta-randa!” “Certo! …Dunque…. vediamo….scotta… scotta… questo nome l’ho già sentito…sarà questa….ha detto cazza…..mah,io ci provo.!” e apre lo stopper della drizza della randa, la vela precipita giù, lo skipper si maledice, panico a bordo! ( non è necessario che capiate il vero significato dei termini tecnici usati, basta capire il senso!).
“Scusa! sai.. è un pò che non vado in barca…” “Non ti preoccupare, non è successo NULLA, quante uscite hai fatto finora?” “mah…. 6 uscite a vela per la patente….un weekend a Ponza con un mio amico skipper… il prossimo anno vorrei andare ai Caraibi per conto mio…” Aaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!

Ristabilito bene o male l’ordine a bordo e collezionato un notevole numero di casi simili, ci si comincia a chiedere (oltre a diffidare un pò dei neopatentati e patentandi):
perchè potenziali praticanti e appassionati di vela si precipitano direttamente sui banchi di scuola della Patente Nautica per qualche mese, piuttosto che sul traballante ponte di una barca a vela inclinata in navigazione con vento forte e mare mosso di bolina, giusto per capire cosa li aspetta?

Conosco almeno una buona risposta: “è inverno, io lavoro, mica la sera posso andare in barca! e allora mi sono iscritto ad un corso di Patente Nautica, così mi porto avanti! faccio nuove amicizie, prendo ‘stà patente e poi quest’estate vedremo…!” Ottimo!…poi la randa viene giù….

Risultato: sicuramente avremo conosciuto facce nuove, avremo studiato tanta teoria tra vela e regolamenti, e saremo arrivati ad avere la patente nautica senza quasi essere montati in barca!

Stefano - skipper con Patente nautica OltreUn pò come aver studiato come si costruisce un raffinato mobile di legno senza essere mai entrati in una falegameria o senza essersi mai sporcati con la colla o essersi massacrati il pollice a martellate per piantare un chiodo o aver provato ad usare un seghetto alternativo ed una pialla!
E’ chiaro che solo in quel momento scoprirete di non sapere assolutamente nulla su come si lavora il legno e che tanta bella teoria serve a poco se non accompagnata, contestualmente, dalla pratica.

Mi direte:…” ma stanno studiando proprio per poter fare, dopo, tutta l’esperienza del caso!”, il che ci porta subito ad individuare un primo equivoco: spesso si pensa che per imparare l’arte del navigare si debba necessariamente iniziare dalla patente, o che questa sia la prassi migliore, un pò come per la macchina.

Avrete notato in molte scuole guida la scritta ‘corsi di patente Nautica‘, il che vi farà pensare implicitamente: barca=macchina, entro e chiedo!
Al che sarete invitati e convinti a frequentare prima possbile il corso per entrare a far parte del magico mondo della vela ed uscirete con la vostra bella ricevuta di iscrizione al corso di Patente nautica!

Peccato! Perchè se per poter guidare un’auto è necessario prendere PRIMA la patente di guida, altrimenti non saremmo autorizzati, MAI, a prendere in mano il volante dell’auto con il motore in moto! (unica eccezione quando si fa scuola guida),
lo stesso NON VALE per le barche!

Infatti venendo alla prossima domanda:

Senza patente nautica posso condurre una barca per cui la stessa sia richiesta? Risposta:SI!

Tutta l’esperienza pratica di conduzione di una barca a vela può essere fatta senza Patente Nautica, basta avere a bordo una persona più esperta che assuma il comando della barca con tutto ciò che ne consegue ( e che abbia la patente, se necessaria), e vi permetta di condurla, naturalmente.
Non è come sulla strada, dove chi conduce il mezzo deve avere il titolo; in mare il titolo deve averlo chi si assume la responsabilità, non necessariamente il guidatore (gergo stradale!)!

E sorge spontanea anche la seguente, fondamentale, domanda:

Occorre necessariamente avere la patente Nautica per assumere il comando di una barca a vela? Risposta: NO.

carta nautica per carteggio esame PatenteLa Patente Nautica di cui parliamo serve per condurre(secondo la normativa vigente al 2015 in Italia) barche a vela con una potenza del motore superiore ad una soglia prefissata o per navigare ad una distanza dalla costa superiore alle 6 miglia nautiche. In tutti gli altri casi si può navigare senza Patente.

Entro le 6 miglia nautiche dalla costa ( poco più di 10 km ) possiamo condurre barche anche piuttosto grandi senza Patente Nautica , come ad esempio molte barche tra i 10 ed i 12 mt, basta che abbiano un motore di potenza non superiore ai 40 cavalli (la norma è un pò più complessa ma per intenderci basta questa definizione).

Nonostante ciò, visto che le responsabilità per la sua conduzione saranno le stesse anche senza patente, pochi se le prenderanno senza avere maturato la necessaria esperienza e le necessarie ore di navigazione e di studio.
E, in effetti, nessuno lo farà senza conoscere abbastanza bene tutta la materia teorica che è oggetto di un corso di Patente nautica, ma che si pùò acquisire anche autonomamente con l’applicazione, lo studio ed il confronto, consolidati poi dal conseguimento della patente se desiderata.

Che cosa si fa in un corso di Patente Nautica?

In gran parte si studia e ci si prepara per sostenere un esame teorico di navigazione piana (semplificando, parliamo di carteggio, ovvero come determinare la nostra posizione stimata in mare, senza gps!, e la nostra rotta con gli strumenti di bordo, su una carta nautica) scritto ed orale, di normative, di codici della navigazione, e, in genere per ultimo,per sostenere un esame teorico-pratico di navigazione a vela, in mare, dimostrando di saper eseguire alcune manovre di base e di conoscere l’ABC, teorico, della vela.
Molte lezioni in aula, poche lezioni in mare per permettervi però di eseguire poche manovre con un minimo di consapevolezza (non di sicurezza, quella verrà dopo molte più uscite pratiche inmare!).

Per intenderci, un corso di Patente Nautica non è un corso di addestramento pratico in mare, non è un corso di navigazione pratica (lo è in minima parte), è un corso che cerca di prepararvi al meglio per superare un esame, non per affrontare al meglio, in pratica, ogni situazione che potrete ritrovare in mare (vi dice come affrontare una navigazione con tempo cattivo ma non vi porta in mare con tempo cattivo a sperimentare la teoria. Leggere un emozionante libro che parli di tempeste non è proprio la stessa cosa che trovarsi in mare con apprensione, paura, disagio, malessere, legati al timone, dovendo portare a casa barca ed equipaggio…).

Sia chiaro che qui per semplificare parliamo sempre di ‘condurre’ una barca a vela ma che in realtà l’andar per mare implica una conoscenza più approfondita del mezzo, della tecnica e dell’ambiente circostante, che passerà sempre e soprattutto dall’esperienza pratica, accompagnata dallo studio.

Ciò nonostante con qualche mese di studio e con poche uscite in barca, diciamo non più di 10 ma anche meno, mirate ad eseguire correttamente le manovre oggetto di esame, potrete avere la vostra patente.
( C’è da dire che l’esaminatore capirà subito che tipo di esperienza pratica avrete alle spalle al momento dell’esame, ma in genere potrete ottenere ugualmente la patente senza troppe difficoltà, magari ripetendo l’esame una o due volte).

Bene! Avete finalmente la vostra Patente Nautica! e adesso?!?

La patente vi autorizza alla conduzione della barca, di cui assumerete il comando con le conseguenti responsabilita a norma di Codice della navigazione, civili e penali, nei confronti di persone e cose che avranno a che fare con voi e la vostra navigazione.

Ma la maggior parte dei Patentati non ha nessuna intenzione, nè la capacità, di prendersi questa responsabilità, e hanno ben ragione!
Loro volevano imparare ad andare in barca, mica mettersi nei guai!

Tranne pochi, una minoranza, che saranno arrivati alla Patente carichi di esperienza e consapevolezza e altrettanti che da quel momento intraprenderanno un percorso che li porterà ad utilizzare realmente l’agognata autorizzazione, al comando della barca.

Concludendo:

se siete incuriositi da quelle barche che lentamente solcano l’orizzonte, affascinati dalla navigazione che ha per combustibile il vento e per motore una vela bianca issata su un albero, se siete attratti dall’esperienza del vivere, mangiare e dormire dentro un guscio cullato dalle onde, se non vedete l’ora di mettere le mani su una barra o una ruota del timone, se vi rifiutate di accettare che tutte quelle corde servano a qualcosa, la prima cosa da fare è una sola:

salite a bordo! navigate!

Non siamo tutti skipper con la PatenteIl resto verrà da sè. Potrete essere contagiati senza speranza e dopo un giusto periodo di rodaggio vi ritroverete sui banchi di un corso di Patente Nautica, oppure potreste scoprire che si, vi piace condurla e fare correttamente tutto ma farlo da skipper proprio non se ne parla, oppure che la cosa che vi piace di più a bordo è cucinare e fare il bagno: a bordo c’è posto per tutti!

Non siamo nati tutti skipper!

Allora, il nostro personalissimo consiglio è quello di ANDARE IN BARCA A VELA IN OGNI OCCASIONE, frequentare corsi di vela, per principianti, di perfezionamento, di deriva, su cabinato, quello che volete, ma iniziate per prima cosa ad andare in barca!

Fate delle crociere, brevi, lunghe, al lago, al mare, con gli amici, con degli sconosciuti, fate tutte le esperienze di barca che vi sarà possibile.
Imparate con umiltà e prendetevi tutto il tempo che serve ( non si impara ad andare in barca in 3 mesi, nemmeno in 6…) andate con il mare mosso, col mare calmo, con la burrasca con il sole e con la pioggia, accumulate esperienza e poi…..:

PRENDETE LA PATENTE NAUTICA, SE ANCORA NE AVRETE VOGLIA!

in questo modo vi sarà immediatamente chiaro il suo significato e tutti gli argomenti saranno un dejà vù e saranno un semplice ripasso o un approfondimento di ciò che avrete già sperimentato in pratica!

BUON VENTO!

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ps: se ti serve fare pratica, prima o dopo la patente, o se vuoi solo salire sulla barca a vela:
sei nel posto giusto!

 

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ITINERARI E DISTANZE DELLE ISOLE PONTINE

Le isole Pontine, arcipelago bellissimo del mar Tirreno, sono facilmente raggiungibili.
Il punto a terra più vicino è il Circeo, che dista circa 18 miglia nautiche da Zannone, per Ponza circa 23 mn.
Da Ostia-Fiumicino 60 mn per Palmarola, da Nettuno 31 mn.
Venendo da sud, Ventotene dista circa 26 mn da Ischia e 24 mn da Ponza.
Le isole hanno ridossi da ogni vento e occorre fare molta attenzione ai pericoli (scogli) studiando bene le carte nautiche.

La rada del porto ed i pontili mobili estivi sono esposti ai venti da Est, che costringono a cambiare ancoraggio, ma si trovano un pò ovunque buoni fondi sabbiosi dove dar fondo all’ancora.
Sono isole di natura vulcanica molto colorate e varie, offrono scenari spettacolari e acqua limpidissima. Possono tranquillamente competere per il titolo di più belle isole del mediterraneo!

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